
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 28 Agosto 2026
Anno scolastico al via, la Gilda denuncia: "Stesse criticità di sempre, ma la situazione si incancrenisce"
Il coordinatore Vito Carlo Castellana analizza i nodi del sistema: dal caldo nelle aule al precariato, fino al sovraccarico burocratico e ai tagli al personale Ata.
Alla vigilia del rientro in classe, la scuola italiana si ritrova ad affrontare criticità note ma ulteriormente peggiorate.
A fare il punto è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che osserva come "i problemi del nuovo anno scolastico sono quelli di sempre, che si aggravano e si incancreniscono. Quest'anno, intanto, si aggiunge il pericolo delle aule roventi. A pochi giorni dall'inizio delle lezioni ci sono zone d'Italia dove le temperature sono sempre ampiamente sopra i 30 gradi e le nostre scuole non sono adeguatamente climatizzate. Ci giungono inoltre molte segnalazioni inerenti a problemi di edilizia scolastica".
Sul fronte del reclutamento e della gestione del personale precario, Castellana evidenzia: "In questi giorni sono in corso ancora le nomine dei docenti prima di ruolo e poi a tempo determinato. La scuola italiana è precaria, soprattutto nel sostegno, anche se il ministro vanta un 70% di continuità, in realtà parliamo sempre di posti precari, e poi quella continuità ci sarebbe stata anche senza questo ulteriore passaggio burocratico, ideato negli ultimi anni, perché chi sta nelle posizioni utili in graduatoria tende a confermare la scuola dell'anno precedente.
Il sistema di reclutamento continua ad essere molto confusionario e a rischio continuo di contenziosi. Più volte siamo stati richiamati dall'Ue, la soluzione non sono i continui concorsi che si accavallano e le varie fasi di reclutamento che creano confusione, ma pensare ad una fase transitoria che preveda un doppio canale di reclutamento. Forse è il momento di investire di più nella scuola italiana, nei docenti italiani''.
A pesare sull'attività didattica si aggiunge poi un forte carico burocratico composto da moduli, griglie e programmi. Per quanto riguarda la parte stipendiale, Castellana sottolinea che "a questo si aggiunge il male storico contrattuale. E' vero che ci sono stati tre rinnovi contrattuali negli ultimi tempi, ma il mondo della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di studio, considerando che i docenti italiani lavorano molto di più in numero di ore rispetto ai colleghi europei". Infine, sul personale Ata, il coordinatore evidenzia criticità legate al numero dei collaboratori scolastici, afflitti da "un enorme taglio del personale che mette a rischio l'apertura dei plessi più piccoli".
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