Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
“Tamburo Rosso” è l’album di esordio di Valentina Ferraiuolo, percussionista, cantante e autrice che ha deciso di metterci la faccia, o per meglio dire musica e voce, per denunciare l’ attualissimo e triste fenomeno del femminicidio, focalizzando come da un semplice sbuffo di testosterone non uomini, ma criminali, passino a comportamenti aggressivi e letali sulle donne.
Non è, infatti, un caso che il suo disco abbia come inciso sulla copertina un poetico avvertimento: “La pelle del tamburo è l’unica che puoi percuotere” e la poesia, al di là di questa eloquente precisazione, è un po’ il filo rosso di tutta la raccolta che, sviluppandosi in tredici tracce, consente di esplorare l’universo femminile in quella chiave popolare che si tinge di mitologia, di rituali, di leggende e di metafore di cui tutte le donne, specialmente poi quelle mediterranee, sono tenutarie da secoli. Passata per collaborazioni importanti che, tra Baglioni, Barbarossa, Consoli, Dalla, De Gregori e Pelù, ne hanno valorizzato l’espressività, Valentina Ferraiuolo non ha ceduto allo sradicamento artistico che spesso può contaminare la natura di un’interprete, ma è restata fedele alla sua terra, al suo mare, ai suoi orizzonti.
Tutti elementi che attraverso la sua voce – che personalmente trovo vibrante come quella della grande Gabriella Ferri – nutrono e curano la sensibilità dell’anima. (Maurizio Lozzi)
APPUNTAMENTI IN AGENDA