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Via libera alla fusione per incorporazione. Lovaglio punta a 700 milioni di sinergie. Resta il nodo Generali.
Via libera alla fusione per incorporazione. Lovaglio punta a 700 milioni di sinergie. Resta il nodo Generali.
Si chiude un’epoca per la finanza italiana: Mediobanca si avvia all'integrazione piena in Monte dei Paschi di Siena, con il conseguente addio alla quotazione in Borsa.
La decisione, approvata all'unanimità dal board guidato da Luigi Lovaglio, rappresenta l'ultimo miglio del percorso tracciato un anno fa con l'Offerta Pubblica di Scambio (Ops), volta a massimizzare le sinergie di gruppo stimate in 700 milioni di euro.
L'operazione trasforma l'istituto milanese in una società non quotata, "Mediobanca Spa", controllata al 100% da Mps. La nuova entità manterrà il presidio sui segmenti ad alto valore aggiunto — private banking e clientela "high net worth" — ma soprattutto continuerà a detenere la storica quota del 13,2% in Assicurazioni Generali, perno degli equilibri finanziari del Paese.
L'entusiasmo degli investitori (+5,7% il titolo Mediobanca) riflette la fiducia nella capacità di Lovaglio di "sprigionare valore" attraverso una struttura di capitale più snella.
L'attesa è ora tutta per il 27 febbraio, data in cui il Piano Industriale chiarirà come la nuova Mps intenda gestire l'eredità di Piazzetta Cuccia e quali saranno i rapporti di forza all'interno del Leone di Trieste.
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