
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026
Abusi sessuali e stalking: arrestato il campione paralimpico Matteo Bonacina
L’arciere azzurro, 41 anni, è ai domiciliari: l’inchiesta della Procura di Roma e della Polizia Postale svela anni di molestie a cinque atlete e un'allenatrice. Tra gli episodi contestati, un tentativo di violenza durante le Paralimpiadi di Parigi 2024.
Matteo Bonacina, plurimedagliato campione della nazionale paralimpica di tiro con l'arco, è finito agli arresti domiciliari con le pesanti accuse di stalking e violenza sessuale.
L’inchiesta, condotta dalla Procura di Roma insieme alla Polizia Postale, copre un arco temporale di cinque anni (2019-2024) e documenta un presunto schema di abusi perpetrati tra allenamenti e trasferte internazionali ai danni di almeno cinque atlete e un'allenatrice.
L'episodio più cruento, stando alle ricostruzioni riportate da La Repubblica, sarebbe avvenuto nel villaggio olimpico durante i Giochi di Parigi 2024. Una giovane atleta ha denunciato che l'arciere si sarebbe introdotto nella sua stanza mentre lei era appena uscita dalla doccia, tentando un approccio fisico violento: "Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva: sul pulmino eri così bella, mi ecciti". Solo la decisa resistenza della ragazza avrebbe evitato il peggio.
Altri capi d'accusa riguardano richieste feticiste, come la pretesa di un perizoma rosso da usare come "portafortuna" per le gare, e palpeggiamenti in pubblico ai danni di un'allenatrice durante una trasferta nel 2023.
Il quadro probatorio si avvale di una vasta mole di materiale digitale analizzato dagli inquirenti: chat, messaggi e immagini intime non richieste inviate in modo ossessivo alle vittime, tra cui figurerebbe anche una minorenne destinataria di frasi esplicite come "non sai cosa ti farei".
Nonostante le segnalazioni passate, il prestigio dell'atleta — insignito del Collare d'oro al merito sportivo dal Coni — avrebbe inizialmente rallentato l'emersione dei fatti, avvenuta ora grazie alle testimonianze incrociate delle sportive che hanno rotto il muro del silenzio.
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