Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il gip convalida il fermo per il leader di un gruppo di Cefalù; i minori erano costretti a vivere tra i rifiuti e senza acqua, vittime di un pesante condizionamento psicologico.
Il gip convalida il fermo per il leader di un gruppo di Cefalù; i minori erano costretti a vivere tra i rifiuti e senza acqua, vittime di un pesante condizionamento psicologico.
Un "santone" a capo di una comunità di circa quindici persone a Gibilmanna, nei pressi di Cefalù, è stato fermato su ordine della Procura di Termini Imerese con l’accusa di maltrattamento di minori.
La misura cautelare, eseguita dalla polizia di Stato, è stata convalidata dal gip.
Le indagini sono scattate in seguito alla decisione della Procura dei minorenni di Palermo di allontanare dalla comunità due ragazzini per affidarli al nonno.
I giovani vivevano con i genitori in condizioni di estremo degrado, costretti a dormire in un casolare fatiscente su materassini, senza accesso ad acqua o luce, e non erano mai stati vaccinati.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, l'attività investigativa ha permesso di far luce su un ambiente "caratterizzato da forme di isolamento e di condizionamento psicologico, all'interno del quale i minorenni avrebbero subito condotte ritenute altamente pregiudizievoli".
Il procuratore facente funzioni di Termini Imerese, Concetta Federico, ha spiegato che gli accertamenti hanno delineato "un quadro indiziario grave e concordante tale da giustificare il fermo ritenuto necessario anche in ragione del concreto pericolo di fuga e della gravità dei fatti contestati".
APPUNTAMENTI IN AGENDA