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Morto a 84 anni il fondatore del movimento nordista. Protagonista assoluto della Seconda Repubblica, ha portato il federalismo dai comizi di piazza ai palazzi del Governo.
Morto a 84 anni il fondatore del movimento nordista. Protagonista assoluto della Seconda Repubblica, ha portato il federalismo dai comizi di piazza ai palazzi del Governo.
L'Italia politica perde uno dei suoi protagonisti più carismatici e controversi: si è spento oggi, 19 marzo 2026, all'età di 84 anni, Umberto Bossi. Il fondatore della Lega Nord, da tempo ritirato nella sua casa di Gemonio a causa di un quadro clinico compromesso dal grave ictus che lo colpì nel 2004, è deceduto presso l'ospedale di Circolo di Varese. La notizia della sua scomparsa ha immediatamente suscitato un'ondata di cordoglio trasversale, da Pier Luigi Bersani, che lo ha ricordato come l'avversario "più dignitoso", ad Antonio Tajani, che ha sottolineato il profondo legame di amicizia che lo univa a Silvio Berlusconi.
La parabola politica di Bossi ha radici profonde nel tessuto sociale del Varesotto, dove nei primi anni Ottanta diede vita alla Lega Autonomista Lombarda. Quello che inizialmente sembrava un movimento di nicchia si trasformò rapidamente in un terremoto politico nazionale capace di scardinare gli equilibri della Prima Repubblica. Al grido di "Roma ladrona" e attraverso il rito simbolico dell'ampolla con l'acqua del Po, il "Senatùr" ha dato voce al malcontento produttivo del Nord, portando i temi dell'autonomia e del federalismo al centro dell'agenda di governo.
Durante la sua lunga carriera, Bossi ha ricoperto ruoli istituzionali di rilievo, servendo come Ministro per le Riforme e la Devoluzione e sedendo per decenni in Parlamento e a Strasburgo. Nonostante il declino fisico, la sua influenza non è mai svanita: anche negli ultimi anni, pur criticando la svolta nazionale impressa al partito da Matteo Salvini, era rimasto un punto di riferimento per la "vecchia guardia" nordista, arrivando a fondare nel 2022 il Comitato del Nord per preservare l'identità originaria del movimento.
Con la sua scomparsa se ne va l'ultimo dei leader popolari che hanno codificato il linguaggio della politica moderna in Italia. Bossi lascia un'eredità fatta di riforme incompiute, simboli identitari e una visione del territorio che ha segnato indelebilmente il dibattito sull'assetto dello Stato.
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