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  • Roma - Sabato 5 Settembre 2026

Allarme in Antartide: temperature fino a 20 gradi sopra la media, estensione dei ghiacci al minimo

L'analisi del geologo Massimo Frezzotti: la calotta perde 135 gigatonellate di ghiaccio l'anno. Il 6 giugno registrata un'anomalia termica eccezionale presso la stazione Esperanza.

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Un'ondata di calore invernale di eccezionale portata ha colpito la Penisola Antartica, facendo registrare temperature superiori anche di 20 gradi centigradi rispetto ai valori medi.

A tracciare il quadro della situazione è Massimo Frezzotti, geomorfologo, docente di Scienze della Terra all'Università Roma Tre e membro della Divisione Ambiente e Clima della Società Geologica Italiana. "L'anomalia termica più significativa è stata registrata presso la stazione di ricerca argentina Esperanza, dove le temperature sono salite a 15,4°C al di sopra della media di lungo periodo di giugno, che si attesta a -6,2°C", spiega.

Il fenomeno del 6 giugno 2026 segue quello del 18 marzo 2022, quando le temperature salirono fino a 30°C sopra la media, portando il termometro della stazione italo-francese Concordia-Dome C — a 3.233 metri d'altezza — a -11,5°C contro una media stagionale compresa tra -40°C e -50°C.

I dati rilevati dalla missione satellitare gravitazionale "Grace" indicano che la calotta glaciale antartica sta perdendo massa a un ritmo medio di circa 135 gigatonellate di ghiaccio all'anno. Questo sbilanciamento tra accumulo di neve e fusione dei ghiacci verso l'oceano apporta un contributo di circa 0,4 mm all'anno all'innalzamento globale dei mari, attualmente stimato intorno ai 4 mm complessivi all'anno.

L'Antartide e l'oceano circostante — che racchiude circa il 90% del ghiaccio mondiale e assorbe oltre il 60% del calore in eccesso e fino al 40% dell'anidride carbonica di origine antropica — svolgono una funzione cruciale di regolazione del clima e dell'albedo terrestre. Tuttavia, dal 2016 il ghiaccio marino mostra un trend di contrazione senza precedenti rispetto alla stabilità osservata dal 1980, spinto dall'aumento delle temperature oceaniche e dai mutamenti dei venti.

Durante la prima metà di quest'anno l'estensione dei ghiacci è rimasta costantemente sotto la media, nonostante la temporanea frenata registrata a fine febbraio per via dei forti venti meridionali. Il riscaldamento delle acque resta comunque disomogeneo: le superfici e le correnti sottomarine si scaldano tra 0,1 e 0,2 °C per decennio, mentre la fusione delle piattaforme galleggianti raffredda le acque a ridosso del continente.

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