
- Prima Notizia 24
- Martedì 21 Aprile 2026
Medio Oriente, il viaggio di Vance è sospeso: l'Iran non risponde all'ultimatum di Trump
Israele evoca lo spettro dell'Olocausto nucleare: "Eliminata minaccia esistenziale".
Il panorama diplomatico e militare tra Stati Uniti e Iran è in una fase di estrema tensione a pochissime ore dalla scadenza della tregua, fissata tra l'1:50 e le 2:00 di stanotte in Italia.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello accorato affinché non si permetta alla guerra di riprendere il sopravvento, definendo "indispensabile" dare tempo ai negoziati. "Crediamo nel diritto internazionale", ha affermato Macron, sottolineando che la tregua resta "molto fragile" e che le questioni non si risolveranno in pochi giorni.
Tuttavia, la diplomazia sembra segnare il passo: la partenza del vicepresidente statunitense JD Vance per Islamabad è stata sospesa e posticipata per "ulteriori incontri strategici" con Donald Trump alla Casa Bianca. Il rinvio è dovuto alla mancata risposta di Teheran alle posizioni negoziali americane.
Nonostante fonti diplomatiche suggeriscano che gli "sherpa" siano già in Pakistan e che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei abbia dato il via libera lunedì sera, la televisione di Stato iraniana nega ufficialmente la presenza di delegazioni a Islamabad.
Il portavoce Esmaeil Baghaei ha accusato gli USA di inviare "messaggi contraddittori" e ha condannato gli attacchi alle navi iraniane come "terrorismo di Stato".
Donald Trump ha mantenuto una linea durissima, dichiarando su Truth di non voler prolungare il cessate il fuoco oltre la scadenza di domani sera: "Non voglio farlo, devono negoziare". Il tycoon ha vantato il "controllo totale dello Stretto di Hormuz" e ha avvertito che l'Iran affronterà "problemi mai visti prima" se non accetterà un accordo equo, ribadendo che l'operazione Midnight Hammer ha distrutto i siti nucleari rendendone difficile la ricostruzione.
Trump ha anche chiesto il rilascio di otto giovani donne condannate a morte come segnale pre-negoziale.
Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani auspica che i cessate il fuoco si trasformino in una fine definitiva delle guerre ribadendo che l'obiettivo dell'Italia è essere "portatori di pace", il clima sul campo resta bellico.
Il capo della magistratura iraniana ha ordinato la "prontezza operativa al 100%" contro nuovi attacchi, mentre il Pentagono ha confermato l'abbordaggio della petroliera M/T Tifani per contrabbando di greggio. In risposta, Teheran ha denunciato all'Onu il sequestro "illegale" della nave mercantile Touska.
In Medio Oriente, Israele si dice pronto alla ripresa immediata delle ostilità. Il premier Benjamin Netanyahu, durante la Giornata della Memoria, ha paragonato la minaccia iraniana all'Olocausto, affermando di aver smantellato una "macchina di distruzione" atomica.
Nel frattempo, l'IDF ha colpito edifici e una scuola nel sud del Libano, mentre il ministro della Difesa Katz ha minacciato di "smantellare Hezbollah".
In Iran, il regime continua le esecuzioni interne, con l'impiccagione di un uomo accusato di legami con il Mossad durante le proteste di gennaio.
Sul fronte economico, l'Europa lancia l'allarme: il commissario Ue ai Trasporti Tzitzikostas ha avvertito che un blocco prolungato di Hormuz avrebbe conseguenze "catastrofiche". Sebbene non si prevedano cancellazioni di massa dei voli, il prezzo del carburante è già raddoppiato, spingendo le compagnie a tagliare le linee meno redditizie.
La presidenza cipriota dell'Ue ha evocato il rischio di carenze di carburante e code ai distributori, mentre la Spagna tenta di rassicurare sulle proprie scorte di cherosene.
In Italia, Giorgia Meloni ha aperto alla possibilità di una missione a Hormuz anche senza mandato Onu (causa veti di Russia e Cina), a patto che sia difensiva e approvata dal Parlamento.
La Cina, infine, definisce questa come una "fase critica di transizione" e chiede a tutte le parti la massima sincerità per evitare il collasso dei negoziati.
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