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  • Milano - Lunedì 6 Luglio 2026

Arte, Milano: la Scuola di Design del Politecnico ospita l'installazione “Cerchi di pace”

L’esposizione alla Bovisa, con accesso libero e gratuito negli orari di apertura del Campus, non sarà un evento isolato. L’installazione sarà animata da un programma di iniziative, incontri e attività laboratoriali.

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di Paola Pucciatti

La Scuola di Design del Politecnico di Milano ospita “Cerchi di Pace”, l’installazione itinerante che rilegge in chiave contemporanea il Totem Olimpico progettato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner per le Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo.

Dopo il successo alla Fabbrica del Vapore, il Campus Bovisa, in Via Durando 10 a Milano, in occasione della Participatory Design Conference 2026, uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati al design, ha accolto l’installazione artistica, ideata e promossa dalla Fondazione Franco Albini e dallo Studio Albini Associati, nell’area B2 del Campus Bovisa, dove sarà esposta fino al 31 dicembre 2026.

Presentata in Triennale nell’ambito della cerimonia inaugurale della conferenza internazionale dedicata al tema “Peace, Dialogue, Coexistence. Designing for Living Together”, l'installazione si trasforma in un contemporaneo Manifesto di Pace, capace di parlare alle nuove generazioni, grazie al suo taglio interdisciplinare che coniuga la produzione artigianale di Barone Italia, con l'intervento artistico dell'italo-americano Marco Gallotta nel rispetto del progetto originario.

A sottolineare il valore dell'operazione è Paola Albini, Presidente della Fondazione Franco Albini: “Essere accolti dalla Scuola di Design del Politecnico di Milano è per noi una grande possibilità di esplorazione che rafforza lo spirito di questo progetto; trasformare una scultura olimpica in un attivatore di connessioni, riflessioni e progettualità per la pace, insieme a giovani talenti di tutto il mondo. Mio nonno, Franco Albini, concepiva il design non come un semplice esercizio di forma, ma come un atto di responsabilità sociale. Aver riportato alla luce il Totem del 1956 oggi significa dimostrare che la memoria e la grande progettazione sanno parlare al presente. La nostra installazione vuole ricordarci che la pace non è un'utopia immobile, ma un cantiere aperto che richiede l’intento e l'impegno di tutti, a partire dai giovani designer che possono realmente impattare nella costruzione di dialogo, per una coesistenza pacifica”.

L’esposizione alla Bovisa, con accesso libero e gratuito negli orari di apertura del Campus, non sarà un evento isolato. L’installazione sarà animata da un programma di iniziative, incontri e attività laboratoriali che coinvolgeranno direttamente studenti, giovani progettisti e cittadini, trasformando lo spazio universitario in un laboratorio urbano di partecipazione e responsabilità condivisa.

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