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- Roma - Lunedì 6 Luglio 2026
Calcio, Mondiali 2026, caso Balogun, Trump: "Ho parlato con Infantino, il fallo non c'era". Respinte le contestazioni del Belgio
Uefa furiosa, insorge il mondo del calcio.
Il ricorso del Belgio è inammissibile e la decisione è irrevocabile: Folarin Balogun giocherà gli ottavi di finale. La Fifa ha respinto ufficialmente e con la massima urgenza le contestazioni formali presentate da Bruxelles, confermando la cancellazione della squalifica automatica che gravava sull'attaccante statunitense dopo il cartellino rosso rimediato contro la Bosnia-Erzegovina.
Una decisione blindata dai vertici di Zurigo che ha scatenato la furia della Federcalcio belga (Rbfa). Quest'ultima, attraverso una nota ufficiale, ha accusato la Fifa di aver scientemente eretto un muro di gomma: "Mentre la Rbfa chiedeva semplicemente delle legittime spiegazioni, la Fifa ha creato un ricorso e si è immediatamente assicurata che venisse dichiarato inammissibile. Non ci resta altra alternativa che contestare formalmente l'idoneità del giocatore a disputare la prossima partita, indipendentemente dall'esito sul campo".
Il verdetto, che di fatto riscrive le regole del torneo in corso, è il risultato di un clamoroso intreccio geopolitico. Secondo un'inchiesta del quotidiano tedesco Bild, dietro al dietrofront della commissione disciplinare della Fifa c'è stata una massiccia attività di lobbying durata quattro giorni, promossa direttamente dall'amministrazione statunitense per evitare che la stella della squadra venisse esclusa dalla fase a eliminazione diretta.
L'operazione è stata coordinata da Andrew Giuliani (capo della task force della Casa Bianca per il Mondiale), dal segretario al Commercio Howard Lutnick e da un pool di avvocati che hanno studiato ogni piega del regolamento e persino il passato dell'arbitro dell'incontro, il brasiliano Raphael Claus.
A confermare la clamorosa indiscrezione è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Parlando direttamente dallo Studio Ovale alla presenza del senatore repubblicano Ted Cruz – che lo ha pubblicamente ringraziato "per aver fatto cancellare quel ridicolo cartellino rosso" –, il Tycoon ha ammesso i contatti diretti con il numero uno del calcio mondiale: "Sì, l'ho fatto. Ho solo chiesto un riesame della decisione, non gli ho detto cosa doveva fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante. Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere".
Mentre la federazione americana ringrazia la Casa Bianca per la grazia ottenuta (la sanzione è stata trasformata in un "periodo di prova di un anno"), il resto del panorama calcistico internazionale è insorto compatto di fronte a quello che viene definito un colpo letale alla credibilità dello sport.
La Uefa ha preso immediatamente le distanze con un comunicato durissimo, parlando di un limite invalicabile ampiamente oltrepassato: "Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".
Forti critiche sono giunte anche dall'Italia. Ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, il presidente della Figc Giovanni Malagò ha espresso profondo sconcerto per il precedente normativo: "Stavo mangiando, a un certo punto mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un'assurdità. Sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare Fifa. Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l'Armageddon. C'è stato il precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L'altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l'ha riportato il New York Times. Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c'è una festa delle tifoserie. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio".
Ancor più duro l'affondo di Jürgen Klopp, prossimo commissario tecnico della Germania e attuale opinionista televisivo per l'emittente tedesca Magenta, che ha puntato il dito direttamente contro i due protagonisti della vicenda: "Questi due personaggi non sanno nulla di calcio e non dovrebbero avere niente a che fare con questo sport. Questo è il nostro gioco, non il loro. Se davvero Trump e Infantino si sono parlati di questo, siamo alla follia. Tutti noi prendiamo decisioni sbagliate, ma impariamo a convincerci. In passato sono state date tante espulsioni ridicole, evidentemente sbagliate per tutti. Ma nonostante questo restavano espulsioni, perché ormai la decisione era stata presa. Quella di Balogun è un'espulsione giusta, perché questo dicono le regole".
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