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- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Assemblea Abi, Panetta: "Da Bce prima risposta misurata all'inflazione". Giorgetti: "Le banche possono aiutare l'Italia a crescere"
Il governatore di Bankitalia difende la linea sul costo del denaro alla luce dei nuovi rincari di gas e petrolio.
Lo scenario macroeconomico globale si conferma estremamente fragile, costringendo i vertici della finanza e della politica nazionale a fare quadrato attorno alle dinamiche del credito e della politica monetaria.
Nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI), il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, hanno tracciato la rotta per affrontare le persistenti tensioni geopolitiche ed energetiche che continuano a frenare la crescita dell'area euro.
L'attenzione si è concentrata in particolare sulle recenti scelte di Francoforte, chiamata a bilanciare la debolezza del ciclo economico con un'inflazione stimata sopra la soglia del 3% fino all'inizio del 2027.
Nel suo atteso discorso alla platea dei banchieri, il governatore Fabio Panetta ha analizzato l'impatto dei nuovi focolari di crisi in Medio Oriente sul costo delle materie prime e sulle decisioni di politica monetaria dell'Eurozona. "L'aumento dei tassi da un quarto di punto deciso a giugno ha rappresentato una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l'inflazione. Dopo l'attenuazione delle tensioni registrate nelle scorse settimane, negli ultimi giorni la ripresa delle ostilità si è accompagnata a nuovi rialzi dei prezzi del petrolio e del gas, confermando la fragilità del quadro economico.
Nell'area dell'euro, l'aumento dei costi dell'energia ha aggravato un quadro già segnato da bassa crescita. Nei mesi successivi all'inizio del conflitto, il clima di fiducia delle famiglie è peggiorato, le prospettive per le imprese dei servizi si sono indebolite", ha spiegato il numero uno di Palazzo Koch.
A delineare lo stato di salute del comparto creditizio nazionale è stato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, evidenziando come in Italia, a partire dalle regioni meridionali, l'offerta di prestiti a famiglie e imprese superi attualmente la domanda a causa dell'incertezza globale. Patuelli ha quindi sollecitato misure di riduzione fiscale sul risparmio a lungo termine per favorire gli investimenti produttivi.
Un invito a fare sistema e a spingere sull'acceleratore dello sviluppo è arrivato anche dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha riflettuto sul consolidamento del settore bancario.
"Forti dalla rinnovata solidità, le banche possono e devono contribuire a portare l'economia italiana, nel quadro dell'integrazione europea del mercato dei capitali, verso un livello sostenuto di crescita. Con la stessa logica va affrontata la questione delle concentrazioni e degli assetti proprietari. Le dimensioni degli istituti e le delegazioni non sono un valore in sé, tranne forse per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando esse migliorano la capacità del sistema bancario per crescere la proiezione internazionale delle azioni italiane e rafforzano le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza e innovazione", ha concluso il titolare del Mef.
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