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- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Monopattini: al via l'obbligo di assicurazione ma è caos targhe, 5 su 6 ne sono privi
Ritardi della Motorizzazione e problemi tecnici bloccano il sistema: meno di un mezzo privato su dieci ha il contrassegno.
Entra ufficialmente in vigore domani l'obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile dei monopattini elettrici. Un provvedimento atteso, l'ultimo tassello della riforma del Codice della Strada varata a fine 2024, che rischia però di trasformarsi in un clamoroso flop normativo.
Per poter stipulare la polizza è infatti indispensabile essere in possesso del "mini-contrassegno" identificativo, una targa che al momento quasi nessun utente privato possiede, non tanto per negligenza quanto per l'impossibilità oggettiva dello Stato di far fronte alle richieste di stampa.
Il rinvio dell'obbligo di targa, inizialmente previsto e poi slittato fino allo scorso 17 maggio, ha creato un imbuto insormontabile presso gli uffici della Motorizzazione Civile. All'inizio dell'estate risultavano stampate appena 133.135 targhe a fronte di un parco circolante stimato in circa 800mila monopattini in tutta Italia: in pratica, appena un mezzo su sei è in regola. Di questi contrassegni, inoltre, oltre la metà appartiene a società di sharing, lasciando la quota di mezzi privati regolarizzati a meno del 10%.
Chi circola senza rischia sanzioni pesanti, comprese tra i 100 e i 400 euro, a fronte di premi assicurativi che le compagnie propongono a cifre oscillanti tra i 35 e i 100 euro all'anno.
Le criticità non si fermano alla produzione delle targhe. Essendo equiparati ai velocipedi (come le biciclette), i monopattini non dispongono di un numero di telaio registrato che consenta l'applicazione di sanzioni accessorie come il fermo amministrativo. Inoltre, le dimensioni ridottissime del contrassegno ne rendono quasi impossibile la lettura a distanza da parte delle forze dell'ordine, complicando ulteriormente l'attività di controllo e la contestazione delle violazioni.
A confermare lo stato di estrema incertezza in cui versa il settore, con le stesse compagnie assicurative che faticano ad adeguarsi a un quadro normativo privo di riferimenti storici, è l'analisi dei tecnici del settore. "Per i primi due anni, non ci sarà il sistema di indennizzo diretto, perché non ci sono le basi tecniche per regolare i flussi di risarcimento tra compagnie", ha chiarito l’avvocato Maurizio Hazan, dello studio legale THMR di Milano, a La Stampa.
Senza un sistema di indennizzo diretto, la gestione dei sinistri e i tempi di liquidazione rischiano di allungarsi a dismisura, privando i cittadini di una delle tutele fondamentali previste per la Rc Auto. Una situazione paradossale che dimostra come la regolamentazione di questa nuova mobilità urbana sia ancora ben lontana dal trovare un assetto stabile ed efficiente.
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