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- Roma - Mercoledì 26 Agosto 2026
Attacco di un drone ucraino su un bus nel Lugansk: 9 morti e 6 feriti. Raid russi su Chernihiv, vittime un bambino e una donna
Fiamme alla raffineria Norsi e nel polo logistico Wildberries in Russia. Tensione nei cieli tra Mosca e Seul, mentre il Cremlino smentisce colloqui diretti tra Putin e il capo della Cia Ratcliffe.
Escalation di attacchi con droni e raid aerei lungo il fronte orientale e nei territori interni. Un velivolo senza pilota ucraino ha colpito un autobus civile in viaggio da Lisichansk a Stakhanov nella regione occupata di Lugansk. Il bilancio diffuso dal capo dell'amministrazione filorussa, Leonid Pasechnik, è di nove vittime e sei feriti tra i quindici passeggeri a bordo.
La strategia di raid a lungo raggio condotta da Kiev ha preso nuovamente di mira infrastrutture logistiche ed energetiche in territorio russo. Nel distretto di Kotovsk, nella regione di Tambov, un attacco ha totalmente distrutto un centro logistico del colosso dell'e-commerce Wildberries, provocando il ferimento di un dipendente.
Contemporaneamente, un altro blitz con droni ha scatenato un vasto incendio all'interno della raffineria Norsi del gruppo Lukoil a Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod, distante circa 800 chilometri dal confine. Si tratta del quinto attacco dell'anno contro l'impianto, strategico per la lavorazione del greggio e la produzione di carburanti ad uso militare.
Nella regione di Lipeck, lo schianto di un drone su un'abitazione privata ha causato la morte di un uomo e di un ragazzo di 14 anni.
Sul fronte opposto, un raid russo ha colpito un edificio residenziale a Chernihiv, nel nord dell'Ucraina. Come confermato dal capo dell'amministrazione militare locale Dmytro Bryzhynskyi, nel crollo hanno perso la vita una donna e un bambino di 4 anni, mentre un quattordicenne è rimasto ferito.
Nel frattempo, la tensione geopolitica si allarga al quadrante asiatico. Lo Stato maggiore congiunto di Seul ha fatto decollare d'urgenza i propri caccia intercettori dopo che diversi aerei militari russi sono entrati nella zona di identificazione della difesa aerea della Corea del Sud (Kadiz), sorvolando le acque orientali nei pressi delle isole Dokdo prima di allontanarsi senza violare lo spazio aereo sovrano.
Sul piano diplomatico, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito l'ipotesi di vertici al massimo livello a margine della missione a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, precisando alla Tass che "non erano previsti contatti con Putin". Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente americano Donald Trump, definendo l'invio del capo dell'intelligence una missione di "semi-routine" finalizzata a esplorare i margini per una conclusione del conflitto con l'Ucraina.
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