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- Modena - Lunedì 18 Maggio 2026
Auto contro passanti a Modena, spuntano mail shock di El Koudri: "Voglio lavorare, brucio Gesù". Rinviata la convalida dell'arresto
Sotto la lente degli inquirenti quattro messaggi inviati dal 31enne all'Università prima del folle investimento che ha causato sette feriti. L'avvocato chiede la perizia psichiatrica: "Inconsapevole e in confusione". Migliora la donna tedesca a cui sono state amputate le gambe: è cosciente e respira da sola.
Si arricchisce di dettagli inquietanti l'inchiesta su Salim El Koudri, il 31enne che sabato 16 maggio ha travolto e ferito sette persone nel pieno centro di Modena.
Tra i documenti al vaglio degli inquirenti sono spuntate quattro email inviate dall'uomo all'Università di Modena e Reggio Emilia il 27 aprile 2021 in un arco temporale di appena un'ora.
Nei testi si passa repentinamente dalle rivendicazioni occupazionali alle minacce religiose, fino a un bizzarro tentativo di scuse: "Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene", intimava il giovane, per poi incalzare poco dopo con un secco "Fatemi lavorare". Subito dopo lo sfogo si è trasformato in un violento insulto: "Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio", salvo poi inviare un ultimo messaggio di ravvedimento con scritto "Mi dispiace per la maleducazione".
Sul fronte giudiziario, l'udienza di convalida del fermo davanti al Gip è stata slittata alle ore 9:30 di domani mattina.
Nel frattempo, El Koudri ha avuto un colloquio in carcere con il suo legale, l'avvocato Fausto Giannelli, mostrando un quadro psicologico profondamente alterato e privo di lucidità. "Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno", avrebbe provato a giustificarsi il giovane in merito alla folle corsa, aggiungendo anche "andavo più forte che potevo".
Una volta messo al corrente delle drammatiche conseguenze del suo gesto sulle vittime, il 31enne avrebbe commentato dicendo "che cosa tremenda" e arrivando poi a chiedere sigarette, una Bibbia e il colloquio con un sacerdote, nonostante non risulti battezzato e non frequentasse la comunità islamica locale.
Durante l'incontro, l'indagato ha manifestato un forte senso di isolamento, confidando al legale "Ho bisogno di qualcuno che mi capisca", e reagendo con parziale distacco alla possibilità di vedere i propri cari: "Ah, sì, va bene, ma loro vogliono?".
L'uomo ha inoltre rivelato di essersi rivolto a un centro di salute mentale nel 2022 perché convinto di essere perseguitato, avviando una terapia farmacologica poi interrotta nel 2024 all'insaputa della famiglia.
Il difensore, descrivendo il quadro clinico dell'assistito, ha annunciato la formale richiesta di una perizia psichiatrica urgente: "È la cosa più urgente. Non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale. Sembra rivivere per la prima volta la memoria quando gli racconto quello che è successo sabato. È in una condizione di assoluta confusione, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole".
Profondamente distanti dalla condotta del giovane si sono dimostrati i suoi familiari, descritti dall'avvocato come lucidi e distrutti dal rimorso: "Mi hanno detto che l’unica cosa a cui pensano e per cui pregano è la salute delle persone ricoverate in ospedale, che è la cosa più importante".
Dal punto di vista sanitario arrivano intanto i primi segnali di speranza, pur in un contesto clinico fortemente critico. La donna tedesca di 69 anni — l'ultima a essere travolta dalla Citroen C3 e alla quale sono state tranciate entrambe le gambe — è stata ufficialmente staccata dai macchinari per la ventilazione artificiale: la paziente è cosciente e in respiro spontaneo a Baggiovara.
Negli altri nosocomi la situazione resta seria ma sotto controllo: quattro dei cinque pazienti ancora ospedalizzati tra Bologna e Modena rimangono in prognosi riservata, compresi i due coniugi italiani di 55 anni ricoverati in rianimazione al Maggiore di Bologna e una donna polacca di 53 anni in condizioni stabili.
È in netto miglioramento, invece, un cittadino italiano di 59 anni che ha riportato un trauma facciale e per il quale è confermata una prognosi di 30 giorni.
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