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- Pavia - Lunedì 18 Maggio 2026
Delitto di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio prepara il contrattacco: in arrivo le consulenze tecniche
Entro pochi giorni saranno depositate le relazioni dei consulenti scelti dalla difesa del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Focus su impronte, intercettazioni audio e ricostruzione della scena del crimine.
di Marco Silvestri
Il caso Garlasco entra in una fase cruciale. La difesa di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, si prepara infatti a depositare una serie di consulenze tecniche finalizzate a contestare l’impianto accusatorio costruito dagli inquirenti.
I documenti potrebbero arrivare già entro venerdì 22 maggio, rispettando i termini previsti dal codice dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini avvenuta il 7 maggio scorso.
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia stanno coordinando un articolato lavoro difensivo che punta a mettere in discussione alcuni degli elementi ritenuti centrali dalla Procura pavese. Solo dopo aver analizzato tutti gli esiti delle consulenze, i legali decideranno se chiedere un interrogatorio per il loro assistito, che continua a proclamarsi totalmente estraneo ai fatti.
Tra gli approfondimenti tecnici richiesti dalla difesa vi è una consulenza medico-legale destinata a rivalutare cause e tempi della morte di Chiara Poggi. Un altro accertamento riguarda invece l’aspetto antropometrico, con l’obiettivo di verificare la compatibilità tra le impronte repertate sulla scena del crimine e la conformazione fisica di Andrea Sempio.
Grande attenzione anche alle intercettazioni ambientali. La difesa vuole infatti sottoporre gli audio a nuove analisi per migliorarne la qualità e chiarire eventuali passaggi considerati poco comprensibili.
Sul piano scientifico, gli esperti incaricati dai legali lavoreranno inoltre su una nuova interpretazione delle tracce ematiche presenti nella villetta di via Pascoli, nel tentativo di offrire una ricostruzione alternativa della dinamica dell’omicidio.
Uno dei punti più delicati resta quello legato alla cosiddetta “impronta 33”, trovata sulla parete delle scale dove venne rinvenuto il corpo senza vita di Chiara Poggi. Secondo l’accusa sarebbe stata lasciata dalla mano di Sempio sporca di sangue mentre si appoggiava al muro. La difesa sostiene invece che quell’impronta non appartenga al 38enne e chiede ulteriori verifiche incrociate con la cosiddetta “impronta 45”, collegata a una piccola traccia ematica rinvenuta nelle vicinanze.
Parallelamente resta aperto anche il fronte relativo ad Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. L’eventuale richiesta di revisione del processo, ipotizzata dopo i nuovi sviluppi investigativi, richiederà ancora tempo. Dalla Procura Generale di Milano filtra massima cautela: il fascicolo viene considerato estremamente delicato e necessita di ulteriori approfondimenti prima di qualsiasi decisione.
A quasi vent’anni dal delitto che sconvolse Garlasco, il caso continua dunque a riaprire interrogativi e tensioni giudiziarie destinati a far discutere ancora a lungo.
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