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La burocrazia sta spegnendo l’appeal del motorsport storico in Italia: riconoscere in modo strutturato i passaporti tecnici esteri qualificati è la scelta più rapida per riportare auto, piloti e investimenti sulle nostre piste.
La burocrazia sta spegnendo l’appeal del motorsport storico in Italia: riconoscere in modo strutturato i passaporti tecnici esteri qualificati è la scelta più rapida per riportare auto, piloti e investimenti sulle nostre piste.
Perché riconoscere i passaporti esteri è la chiave per il futuro delle nostre piste
Il motorsport storico italiano si trova davanti a un bivio : evolversi o rassegnarsi a griglie sempre più vuote. Mentre il resto d'Europa corre verso l'integrazione, il nostro sistema regolamentare rischia di alzare muri che allontanano piloti, team e investimenti. La soluzione esiste ed è a portata di mano : il riconoscimento dei passaporti tecnici esteri qualificati.
Oggi, molti piloti stranieri dotati di vetture straordinarie e conformi ai rigorosi standard di club come HSCC (UK), ADAC (Germania) o FFSA (Francia), guardano all'Italia con desiderio ma desistono di fronte allo scoglio burocratico. L'obbligo esclusivo di documentazione nazionale o HTP FIA crea una barriera che non aggiunge nulla alla sicurezza, ma toglie molto allo spettacolo.
Aprire ai passaporti esteri non significa "liberalizzare" senza controllo. Significa accettare che la cultura del restauro e della conservazione tecnica è un patrimonio condiviso. Un'auto che corre con successo a Silverstone o al Nürburgring ha già superato test severissimi : perché costringere il proprietario a lunghe e costose trafile per solcare i cordoli di Monza o Imola?
Meno burocrazia si traduce immediatamente in griglie più folte. E una griglia piena non è solo un piacere per gli occhi degli appassionati; è il motore che tiene in vita l'intero ecosistema :
* Per gli organizzatori : eventi più solidi e appetibili per gli sponsor.
* Per i territori : un flusso costante di team e appassionati che portano vita a hotel e attività locali.
* Per i tecnici : un confronto costante con realtà internazionali che arricchisce il know-how dei nostri preparatori.
Il passaggio necessario è il riconoscimento strutturato. ACI Sport potrebbe validare una lista di club esteri i cui standard sono già allineati ai nostri, prevedendo verifiche tecniche mirate direttamente in autodromo. È un modello che all'estero è già realtà e che permette a piloti di diverse nazioni di sfidarsi in pista con semplicità e trasparenza.
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