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  • Roma - Giovedì 9 Luglio 2026

Bce: onda lunga su prezzi da shock energetico, su tassi avanti senza indicazioni future

I resoconti del vertice di giugno: "Rischio effetti di secondo livello da pressioni salariali. Comunicazione resti neutrale".

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Lo shock energetico rischia di far sentire ancora a lungo la sua onda geopolitica ed economica sui prezzi al consumo all'interno dell'eurozona.

Nonostante i tentativi di allentare le tensioni internazionali delle scorse settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran, l'inflazione di giugno mostrava "ulteriori effetti indiretti in arrivo, che fanno intravedere un ampliamento delle pressioni inflazionistiche in tutta l'economia con la chiara possibilità di effetti di second'ordine".

È quanto emerge dai resoconti ufficiali della riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea tenutasi il 10 e 11 giugno scorsi.

Proprio in quell'occasione, i governatori delle banche centrali avevano deliberato all'unanimità un incremento del costo del denaro di 25 punti base, portando il tasso di riferimento al 2,25%. A preoccupare l'Eurotower è soprattutto il rischio che la fiammata dei costi dell'energia si trasmetta in maniera strutturale all'economia reale, alimentando le rivendicazioni salariali e innescando una pericolosa rincorsa prezzi-salari.

Sul fronte della politica monetaria interna, i verbali mettono in luce la scelta della prudenza e la necessità di non vincolare i passi futuri dell'istituto centrale. Secondo il resoconto, infatti, "data l'incertezza ancora elevata, è importante astenersi dal fornire qualsiasi indicazione sul percorso futuro dei tassi di interesse".

Per i membri del Board, l'unica strategia comunicativa percorribile nell'immediato consiste nell'adottare un approccio rigorosamente dipendente dai dati: "La comunicazione deve mantenersi neutrale", conclude il documento.

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