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- Venezia - Lunedì 4 Maggio 2026
Biennale di Venezia, Buttafuoco rompe il silenzio: "L'arte è più potente di ogni prepotenza"
Il Presidente della kermesse veneziana interviene a Mestre tra le polemiche e il forfait dell'Iran. Il sindaco Brugnaro: "Spero in un abbraccio tra lui e il ministro Giuli".
Nel clima incandescente che precede l’apertura della sessantunesima Esposizione internazionale d’arte, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco sceglie la via dei simboli per rispondere alle settimane di scontro politico e istituzionale.
Durante la presentazione delle prime opere a Forte Marghera, Buttafuoco ha rivendicato il ruolo salvifico della creatività: "L'arte ha una potenza ancora maggiore di ogni prepotenza. L'arte ci destina al futuro e ci dà la possibilità di cancellare le catastrofi".
Il presidente, pur non entrando nel merito della frizione con il Ministero della Cultura — culminata con l'invio degli ispettori del MiC e l'annunciato forfait del ministro Giuli all'inaugurazione del 9 maggio — ha ribadito la centralità del sentimento artistico nei momenti di crisi.
"Siamo circondati da fatti d'arte, siamo circondati dalla contemporaneità. Intorno a noi, i giorni difficili e complicati di questa nostra esistenza", ha dichiarato, aggiungendo che "la storia bussa alle porte di quello che non è mai una decorazione ma è il sentimento profondo che attraversa l'arte".
Al suo fianco il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha cercato di gettare acqua sul fuoco pur confermando il sostegno alla linea governativa: "Sono d'accordo sulla posizione del governo e dell'Europa, che ha voluto verificare che non ci fosse nulla di illegale o intentato".
Il primo cittadino ha auspicato una ricomposizione dello strappo, sottolineando che "un abbraccio e una stretta di mano tra Buttafuoco e Giuli sarebbe una cosa bella e di grande intelligenza".
Mentre il dibattito si infiamma — con Giordano Bruno Guerri che definisce provocatoriamente i due protagonisti "due eroi" in una vicenda simile a una "finale dei mondiali" — la geografia della Biennale continua a mutare. È di oggi la notizia del forfait ufficiale dell'Iran, che non prenderà parte alla mostra curata da Koyo Kouoh (scomparsa nel 2025). Confermate invece le presenze di Russia e Israele, la cui riammissione ai premi ha scatenato le dimissioni della Giuria internazionale nei giorni scorsi.
In questo "campo di battaglia" politico, si registra l'ingresso della Repubblica delle Seychelles e della Tanzania, portando a 100 il numero delle partecipazioni nazionali per l'apertura al pubblico prevista per sabato 9 maggio.
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