
- Prima Notizia 24
- Lunedì 20 Aprile 2026
Calcio, crisi Nazionale, Bonucci lancia la sfida: "Sognare Guardiola per un cambio netto"
L'ex difensore azzurro analizza il fallimento mondiale a Madrid e chiede coraggio sui giovani: "Serve l'alleanza tra politica e calcio". Anche Gullit punge: "L'Italia ha scordato il suo DNA".
di Nazario Ricciardi
Il calcio italiano si interroga sul proprio futuro dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, e lo fa attraverso le voci di due icone del passato ai Laureus World Sports Awards di Madrid.
Leonardo Bonucci, oggi assistente della Nazionale, ha tracciato una rotta ambiziosa per la panchina azzurra: “Rispetto a quello che potrebbe essere l’allenatore, seguendo un po’ i nomi che sono stati fatti, se veramente c’è voglia di ricominciare, partirei dalla possibilità accennata di avere Guardiola, perché significherebbe proprio dare un cambio netto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile però sognare in questo momento non costa nulla”.
Secondo Bonucci, la rinascita richiederà tempo e un modello simile a quello tennistico, basato su un'alleanza tra politica e sport per tornare a insegnare la tecnica individuale, troppo spesso soffocata dalla tattica.
L'ex capitano della Juventus ha sottolineato la necessità di un cambio di mentalità nella gestione dei giovani talenti, citando nomi come Donnarumma, Bastoni, Calafiori e Pio Esposito: “Abbiamo dei grandi talenti nel calcio e bisogna avere il coraggio, come fanno in tanti altri Paesi, di buttarli nella mischia anche a costo di qualche errore, per poter ritornare ad essere quell’Italia rispettata e rispettabile”.
Pur riconoscendo che la Nazionale attuale ha più tecnica rispetto a quella campione d'Europa nel 2021, Bonucci ha ammesso che “quello che manca è un pizzico di crescita a livello di leadership e di personalità perché nelle partite che pesano è quello che fa la differenza”.
Il focus deve tornare sulle basi, smettendo di nascondere “la polvere sotto al tappeto” dopo anni di problemi evidenti.
Al dibattito si è aggiunto Ruud Gullit, che ha analizzato con durezza l'attuale identità tattica del Paese: “L’Italia ha dimenticato il suo dna, che è quello di pensare nella difesa, e deve ritrovalo”. L'ex fuoriclasse olandese ha ricordato come l'ultimo successo azzurro sia arrivato grazie a una retroguardia solida guidata proprio da Bonucci e Chiellini, “difensori che capivano come difendersi ma anche come iniziare l’attacco”.
Gullit ha poi ironizzato sulla carenza di punte italiane, riferendosi a Retegui come a “un argentino che è diventato un italiano come attaccante”, invitando l'Italia a non scimmiottare il gioco di Spagna o PSG ma a puntare sui giovani, proprio come fatto dal Barcellona per necessità economica: “E' meglio non avere i soldi”.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















