"Quanto sta emergendo sul giudice Apostolico, dovrebbe far riflettere in primis gli stessi magistrati e l'Anm stessa.
Ricordo che la nostra Costituzione con l'articolo 97 sancisce il dovere dell'imparzialità dell'amministrazione, dunque anche della magistratura, e con il successivo articolo 98 viene limitata per alcune categorie, tra cui appunto i magistrati, la possibilità di esercitare o svolgere militanza politica. Non a caso sempre la nostra Costituzione con l'articolo 101 stabilisce che i giudici sono soggetti solo alla legge".
Così il Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli.
"Ricordo inoltre che anche nel cosiddetto codice etico, approvato dall'Associazione Nazionale Magistrati il 13 novembre 2010, all'articolo 9 si ricorda che: "Il magistrato rispetta la dignità di ogni persona, senza discriminazioni e pregiudizi di sesso, di cultura, di ideologia, di razza, di religione. Nell'esercizio delle funzioni opera per rendere effettivo il valore dell'imparzialità, agendo con lealtà e impegnandosi a superare i pregiudizi culturali che possono incidere sulla comprensione e valutazione dei fatti e sull'interpretazione ed applicazione delle norme. Assicura inoltre che nell'esercizio delle funzioni la sua immagine di imparzialità sia sempre pienamente garantita. A tal fine valuta con il massimo rigore la ricorrenza di situazioni di possibile astensione per gravi ragioni di opportunità", ha aggiunto il Ministro.
"È scritto nero su bianco nel codice etico del magistrato: senza discriminazioni e pregiudizi di ideologia e deve essere garantita la sua immagine di imparzialità! Essere imparziali e terzi significa anche saper fare un passo indietro quando si è in conflitto d'interessi, come in questo caso. Chi ha a cuore l'indipendenza della magistratura deve prima di tutto garantire la sua neutralità e imparzialità, che in questo caso specifico sono venute a mancare", ha concluso Calderoli.
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