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  • Venerdì 30 Gennaio 2026

Palermo: odio antisemita sui social, due indagati

Chiedevano a Meta AI come insultare senza essere arrestati.

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Volevano "testare" la legge usando l'intelligenza artificiale, ma non hanno evitato la giustizia. Due uomini residenti nella provincia di Palermo sono stati indagati dalla Digos con le pesanti accuse di minaccia, propaganda e istigazione a delinquere, aggravate dalla finalità di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

L'aspetto più singolare dell'inchiesta riguarda il tentativo dei due indagati di prevenire le conseguenze legali delle proprie azioni. Prima di pubblicare i post di scherno e minaccia contro la comunità ebraica sul social media X, i due avrebbero interrogato Meta AI (l'intelligenza artificiale del gruppo Zuckerberg) per capire se le loro espressioni costituissero reato. Un tentativo di "aggirare" il codice penale che non ha impedito agli algoritmi di monitoraggio della Polizia di intercettare i contenuti.

L'operazione, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, è scattata dopo un monitoraggio costante del web. Le perquisizioni informatiche hanno confermato i sospetti degli investigatori: dall'analisi dello smartphone di uno degli indagati, è emerso che l'uomo aveva aderito a gruppi Telegram di estrema destra, hub di propaganda radicale; nell'altro smartphone, invece, sono state recuperate le chat originali che hanno dato il via all'inchiesta, oltre alle prove delle interrogazioni fatte ai chatbot di intelligenza artificiale.

Tutti i dispositivi elettronici sono stati posti sotto sequestro per ulteriori accertamenti tecnici volti a mappare l'eventuale rete di contatti dei due indagati.

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