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  • Roma - Lunedì 29 Giugno 2026

Caldo estremo, il ministero della Salute rassicura: "In Italia nessun aumento della mortalità"

Campitiello: "L'Oms usa stime statistiche, i nostri sono dati reali in tempo reale. Rispetto al Nord Europa siamo più attrezzati, ma non si deve abbassare la guardia".

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L'ondata di caldo estremo che sta investendo il continente europeo non sta determinando, almeno per il momento, una scia di decessi anomala in Italia.

A fare chiarezza sulla situazione epidemiologica nazionale è Mara Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, intervenuta ai microfoni di SkyTg24 per analizzare l'impatto delle temperature record sulla popolazione più fragile. "Stando ai dati che abbiamo a disposizione, ad oggi in Italia non risulta un aumento di mortalità oltre i 65 anni", ha assicurato la dirigente ministeriale.

Campitiello ha affrontato direttamente il divario tra i bollettini drammatici che arrivano dal resto d'Europa e la situazione italiana, smontando i presupposti metodologici che avevano generato forte apprensione a livello internazionale. In merito al picco di decessi registrato in Francia e nel Nord Europa, la rappresentante del ministero ha chiarito la netta distinzione tra i sistemi di rilevazione: "I dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono dati di stima, secondo una metodologia statistica: quindi sono dati di valutazione per anni della mortalità prevista, è una proiezione. I dati nostri invece sono dati già in time, cioè sono già dati reali. Questo è un dato fondamentale, perché mettiamo a paragone due valutazioni differenti: una valutazione metodologica e statistica di proiezione e un’altra invece basata su dati reali".

Oltre alla differente precisione dei modelli analitici, a fare la differenza a tutela della salute pubblica dei cittadini italiani è anche una radicata componente strutturale e climatica che vede la penisola storicamente e culturalmente più pronta a gestire le ondate di calore africane rispetto ai partner transalpini o scandinavi.

"L’Italia a differenza della Francia o del Nord Europa è abituata a queste temperature. Banalmente, siamo più attrezzati", ha argomentato Campitiello. La dirigente del ministero della Salute ha supportato questa tesi portando l'esempio pratico della larghissima diffusione domestica dei sistemi di refrigerazione artificiale nel nostro Paese, dove la percentuale di impianti di condizionamento dell’aria presenti all'interno delle abitazioni private è notevolmente più alta rispetto a quella riscontrabile in Francia o nei Paesi del Nord Europa: "Condizionatori e ventilatori creano ambienti freschi. Ciò non toglie che dobbiamo mantenere alta l’attenzione: dobbiamo fare attenzione agli anziani, evitare di sovraffollare i pronto soccorsi".

L'appello finale punta dunque alla responsabilità e alla prevenzione attiva per preservare la tenuta delle strutture ospedaliere.

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