
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Trump sconfitto alla Corte Suprema: definitiva la condanna per gli abusi su E. Jean Carroll
Resta intatta la sanzione da 5 milioni di dollari per l'aggressione avvenuta nel 1996 e la successiva diffamazione.
Nuova batosta giudiziaria per Donald Trump sul fronte civile. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rispedito al mittente l'istanza con cui l'inquilino della Casa Bianca chiedeva di cancellare il verdetto che lo ha riconosciuto colpevole di abusi sessuali e diffamazione nei confronti della giornalista e scrittrice E. Jean Carroll.
Con una stringatissima ordinanza priva di motivazioni, la massima autorità giudiziaria americana ha liquidato il caso rifiutandosi di esaminarlo e rendendo di fatto definitiva la prima sentenza.
La vicenda affonda le radici in una causa federale avviata a Manhattan, dove Carroll ha accusato il tycoon di averla aggredita sessualmente nel 1996 all'interno del camerino di un grande magazzino di lusso, una ricostruzione emersa pubblicamente solo nel 2019 all'interno di un libro autobiografico. La reazione veemente di Trump, che aveva bollato le affermazioni come una "truffa" e una "montatura" finalizzata a raddoppiare le vendite del volume, aveva fatto scattare la seconda accusa per diffamazione.
Nel maggio 2023 i giurati avevano dato ragione alla scrittrice, quantificando il risarcimento in 5 milioni di dollari, a cui si sono aggiunti nel gennaio 2024 altri 83,3 milioni per i successivi attacchi verbali, una seconda tranche miliardaria che si trova ancora in fase di appello.
Nel tentare l'ultima carta davanti ai saggi di Washington, i legali del presidente avevano contestato la condotta del giudice di primo grado, colpevole a loro dire di aver inquinato il processo ammettendo i racconti di altre due presunte vittime di molestie e, soprattutto, il controverso nastro audio di "Access Hollywood" risalente al 2005. In quel fuori onda, diventato di dominio pubblico nel 2016, Trump si vantava esplicitamente di poter palpeggiare le donne sfruttando la propria scia di celebrità.
Argomentazioni difensive che non hanno fatto breccia nella giuria prima e sui banchi della Corte Suprema poi, chiudendo definitivamente il primo capitolo della partita finanziaria.
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