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  • Lunedì 13 Aprile 2026

Campobasso: morte avvelenate con la ricina, la difesa di Di Vita nomina un tossicologo

L'obiettivo della nomina è chiarire la natura della sostanza e supportare la ricostruzione dei fatti.

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La difesa di Gianni Di Vita scende in campo sul piano scientifico per fare luce sulla morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, decedute lo scorso dicembre al Cardarelli di Campobasso.

Il nuovo legale dell'uomo, l'avvocato Vittorino Facciolla, ha deciso di affidare una consulenza a un tossicologo di alto profilo per analizzare gli aspetti legati al presunto avvelenamento da ricina.

“Il mio assistito vuole essere collaborativo in ogni modo e contribuire alla ricostruzione dei fatti”, ha spiegato Facciolla, precisando che “per farlo è necessario comprendere come funziona questa sostanza e cosa può essere accaduto”.

Al momento, l'inchiesta della Procura di Larino ipotizza il duplice omicidio premeditato contro ignoti. Il dato sulla ricina non è ancora definitivo: si parla di una "non negatività" rilevata dal Centro antiveleni di Pavia, il cui report completo è atteso a breve.

Secondo la difesa, occorre “capire il funzionamento di questa sostanza anche dal punto di vista dell’organismo per aiutare la ricostruzione di quanto accaduto e comprendere anche eventuali contaminazioni che al momento non si possono escludere”. L'avvocato Facciolla, che ha sostituito il precedente legale per volere di Di Vita, ribadisce che “l’obiettivo di Gianni Di Vita è che si accerti la verità ed è lo stesso identico interesse della Procura”.

Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, sta vivendo una condizione di forte stress emotivo e mediatico. “Non ho segreti, ma ho bisogno di affidarmi a chi mi conosce e capisce il disagio che sto vivendo”, avrebbe confidato al legale.

Facciolla ha confermato la stima verso il suo assistito, sottolineando che “Gianni Di Vita è e resta parte offesa”. Mentre si attendono i risultati autoptici e tossicologici definitivi, la Squadra Mobile di Campobasso continua gli accertamenti: nei prossimi giorni la Scientifica tornerà nell'abitazione sotto sequestro per cercare tracce concrete della sostanza letale.

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