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- Pavia - Martedì 12 Maggio 2026
Caso Garlasco, Procura: “Sempio non passò per caso davanti alla villetta”. La difesa prepara cinque consulenze
I magistrati contestano il percorso fatto dall'indagato il giorno del delitto, mentre il team legale di Andrea Sempio punta su analisi scientifiche e psicologiche.
di Nazario Ricciardi
La nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi si concentra su una serie di incongruenze logistiche e analisi tecniche che vedono protagonista Andrea Sempio: per la Procura di Pavia, il passaggio del giovane davanti alla villetta di via Pascoli il pomeriggio del 13 agosto 2007 non sarebbe avvenuto casualmente.
Analizzando le piantine della zona, gli inquirenti scrivono che “non si capisce per quale motivo” Sempio avrebbe dovuto transitare all'altezza dell'abitazione dei Poggi, dato che il punto si trovava “esattamente nella direzione opposta” rispetto al tragitto tra la casa della nonna e quella familiare. Viene inoltre definita “palesemente inverosimile” la versione secondo cui l'indagato avrebbe notato l'ambulanza e la folla da via Pavia, considerata la distanza e gli ostacoli visivi presenti.
Sul fronte della difesa, l'avvocato Liborio Cataliotti ha messo in campo una task force di esperti per rispondere alle contestazioni. Sempio si è recato a Roma per una serie di colloqui con specialisti incaricati di definirne il profilo psicologico, un lavoro che sarà “utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis”.
La strategia difensiva si poggia su cinque consulenze specifiche: una medico-legale, una antropometrica per le impronte, un'analisi per “ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni”, una replica all'analisi delle tracce ematiche (BPA) e un approfondimento dattiloscopico sulle impronte digitali.
L'inchiesta tocca anche il mondo digitale. La Procura ha tentato di recuperare i contenuti del vecchio profilo Facebook di Sempio, chiuso nel 2017, attraverso una rogatoria negli Stati Uniti attivata nel giugno 2025 per “ottenere ulteriori informazioni presso Meta”. Sebbene l'operazione non abbia dato i risultati sperati, i magistrati continuano a ritenere sospetta la sparizione di dispositivi informatici e la cancellazione di “tracce del passato”.
Il legale Cataliotti ha scelto per ora la linea della cautela, dichiarando che non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni prima di aver terminato gli accertamenti tecnici, poiché ogni commento attuale sarebbe fondato su una “lettura frammentaria del fascicolo”.
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