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- Pordenone - Martedì 12 Maggio 2026
Uno Bianca, blitz nell'abitazione di Pietro Gugliotta: avviate indagini sul suo suicidio
Una ventina di carabinieri hanno setacciato la casa di Pordenone dove l'ex poliziotto si è suicidato a gennaio. L'inchiesta, partita da Bologna, punta a documenti inediti e presunti legami con i servizi segreti.
di Luca Ferrante
A distanza di pochi mesi dal suicidio di Pietro Gugliotta, l’ombra della Uno Bianca torna ad allungarsi sulla cronaca giudiziaria.
Un massiccio dispiegamento di forze, composto da circa venti militari dell'Arma e specialisti della Scientifica, ha effettuato un approfondito sopralluogo nell'abitazione di Colle di Arba, in provincia di Pordenone, dove l'ex poliziotto si è tolto la vita nel gennaio scorso.
L'operazione si è conclusa con il sequestro di numeroso materiale prelevato dall'interno della casa e caricato su un'auto di servizio, sotto lo stretto riserbo degli inquirenti.
Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha specificato che l’attività non è stata coordinata dai suoi uffici, dichiarando che “si tratta di un'attività delegata da altre Procure di cui non abbiamo notizia”, un dettaglio che sposta l'asse delle indagini verso Bologna, dove è aperto un nuovo filone sui mandanti e i complici della banda.
Gugliotta, che aveva scontato 14 anni di carcere prima di ritirarsi a vita privata in Friuli, è considerato una figura chiave per le confidenze ricevute negli anni da Roberto Savi, leader del gruppo criminale.
Gli investigatori starebbero cercando appunti o documenti che possano confermare i presunti legami tra la banda e gli ambienti dei servizi segreti, un tema riemerso con forza dopo le recenti dichiarazioni dei fratelli Savi.
Il sospetto è che Gugliotta potesse custodire segreti o prove documentali in grado di far luce sulle zone d'ombra che ancora avvolgono la scia di sangue degli anni Novanta.
Il suicidio dell'ex poliziotto, avvenuto a 65 anni per impiccagione, continua a sollevare numerosi interrogativi, specialmente perché la salma fu cremata senza che venisse effettuata l'autopsia.
Ad alimentare i dubbi sono state anche le parole della sua legale, l’avvocata Stefania Mannino, la quale ha rivelato che poco prima di Natale Gugliotta l'aveva contattata con estrema urgenza. “Voleva farlo di persona. Ma non abbiamo fatto in tempo a vederci. Mi resterà per sempre il dubbio, il tormento di non aver saputo cosa dovesse dirmi”, ha raccontato la legale a Il Resto del Carlino, ricordando come l'uomo apparisse sereno dopo una vacanza a Tenerife e felice accanto alla moglie. Questa discrepanza tra lo stato d'animo apparente e l'estremo gesto spinge gli inquirenti a non lasciare nulla di intentato nella ricerca della verità.
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