
- Prima Notizia 24
- Lunedì 27 Aprile 2026
Caso Minetti, il Quirinale chiede chiarimenti sulla grazia: il Ministero avvia verifiche urgenti
Dopo le indiscrezioni di stampa su presunti dati falsi nella domanda di clemenza, il Colle scrive a via Arenula. La replica dell'ex consigliera: "Notizie prive di fondamento, lesa la mia reputazione".
La concessione della grazia a Nicole Minetti, firmata lo scorso 18 febbraio, si trasforma in un caso politico e giudiziario. L'ufficio stampa del Quirinale ha reso noto che la Presidenza della Repubblica ha inviato una lettera formale al Ministero della Giustizia per fare luce su presunte irregolarità emerse da alcune inchieste giornalistiche.
Nella missiva inviata a via Arenula, il Colle fa riferimento al decreto adottato su proposta del Ministro e alle notizie relative alla "supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza".
Su indicazione del Capo dello Stato, la lettera invita il Ministero a "provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa".
Pronta la reazione di Nicole Minetti, che ha respinto con forza ogni accusa definendo le informazioni diffuse "prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare". L'ex consigliera regionale ha annunciato azioni legali e diffide, aggiungendo: "Si confida altresì nell'intervento delle competenti autorità affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari".
Dal canto suo, il Ministero della Giustizia ha immediatamente avviato gli accertamenti con la Procura Generale della Corte d'Appello di Milano, il cui parere favorevole (firmato dal sostituto Gaetano Brusa) era stato alla base della procedura. In una prima nota interlocutoria, via Arenula ha comunicato che "nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura", ma ha comunque firmato l'autorizzazione per nuove e più approfondite verifiche che dovessero rendersi necessarie per rispondere ai dubbi del Quirinale.
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