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  • Lunedì 27 Aprile 2026

Roma: Patrizia Bellucci porta in scena Mademoiselle Chanel al Teatro Vittoria

Lo spettacolo, in scena dal 7 al 10 maggio, ripercorre la vita, le passioni e la resilienza della celebre stilista. L’attrice ne incarna la forza e la complessità emotiva in un dialogo che Coco ha con sé stessa, riflessa allo specchio, mentre lavora o rivive i momenti più bui e più teneri della sua vita.

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di Paola Pucciatti

Patrizia Bellucci porta in scena, sul palco del Teatro Vittoria di Roma, dal 7 al 10 maggio 2026, Mademoiselle Chanel, la grande icona tanto amata nel mondo che ha rivoluzionato la moda femminile liberando la donna dai corsetti.

 

Lo spettacolo, scritto da Valeria Moretti, diretto da Giulia Avino, sulle musiche di Fabio Lombardi, ripercorre la vita, le passioni e la resilienza della celebre stilista, con la Bellucci che ne incarna la forza e la complessità emotiva. Lo spettacolo andrà in scena giovedì, venerdì e sabato alle ore 21.00 mentre la domenica alle ore 17.30. La scenografia avvolge la protagonista in un’atmosfera senza tempo accompagnata dalle suggestive musiche originali.

 

Gabrielle Chanel, nata a Saumur il 19 agosto 1883, quest’anno avrebbe compiuto 143 anni e nonostante lo scorrere degli anni il suo stile resta un evergreen amato persino dalle adolescenti del 2026. Tutte ambiscono ad avere un suo capo, un suo accessorio, una sua borsa per sentirsi parte di quel mondo straordinario e mitico che è riuscita a creare più di un secolo fa.

 

Una donna forte, all’avanguardia che ha saputo cambiare la sua vita in un modo unico diventando punto di riferimento per le donne di tutto il mondo, ma la sua è una storia che vale la pena conoscere da vicino perché al di là della grande creatrice di moda prima di tutto era una donna con la sua forza e le sue fragilità.

 

“Per prima cosa io non disegno – ripeteva - non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va, la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora, la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire”.

 

Una donna, una stilista che continua ancora ad oggi ad attrarre con la stessa intensità di quando aprì la sua prima boutique nel 1910 a Parigi, al numero 21 di Rue Cambon.

 

Lo pseudonimo Coco di Gabrielle Bonheur Chanel nasce nei primi anni del 1900, quando la giovane Gabrielle tentò la carriera di cantante in un caffè-concerto a Moulins.

 

Il soprannome deriva dalle canzoni che era solita interpretare, in particolare "Qui qu'a vu Coco?" (Chi ha visto Coco?) e "Ko Ko Ri Ko", diventando rapidamente il nome con cui era conosciuta dal pubblico, diventato poi un'icona di stile.

 

Tutto comincia con la perdita della madre e l’abbandono da parte del padre in un orfanotrofio, quando aveva solo dodici anni. Sarà proprio lì che imparerà a cucire. Nonostante fosse amata dai più grandi artisti, musicisti, poeti, aristocratici, creatrice di uno stile immortale, protagonista assoluta delle sfilate internazionali e frequentatrice delle stanze del potere, Chanel ebbe solo due amori: le forbici d’argento che portava al collo e Arthur Capel, il grande amore della sua vita, colui che credendo nel suo talento la sosterrà finanziariamente nella scalata al successo.

 

“Io rivoluzionaria? Ve lo ripeto: non fu per creare quel che mi piaceva ma per far passare di moda quel che non mi piaceva. Mi sono servita del mio talento come di un esplosivo”.

 

Mademoiselle Chanel è un atto unico in cui la straordinaria Patrizia Bellucci fa rivivere la leggendaria figura di Coco Chanel rappresentandola in tutte le sue sfumature. Dall’infanzia difficile in orfanotrofio alla scalata verso il successo. Tenendo incollati gli sguardi e l’attenzione degli spettatori su di lei fa scoprire loro un lato inedito di questa grande donna, con una fragilità che la rende più umana e più vera. Porta sul palco la sofferenza e i tormenti nella sua sfera privata, i grandi dolori, la consapevolezza di riuscire a fare qualcosa di grande nella sua vita, la durezza dei suoi modi burberi.

 

Una vita di estremi come i colori che firmano il suo stile: il bianco e il nero.

 

“Mademoiselle Chanel” è un dialogo che Coco ha anche con sé stessa, riflessa allo specchio, mentre lavora o rivive i momenti più bui e più teneri della sua vita. Lo spettatore assiste quindi alle confessioni intime di una donna che si è sempre mostrata forte e resiliente.

 

Coco Chanel, straordinaria icona di stile senza tempo, resterà immortale per sempre.

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