
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 4 Maggio 2026
Caso Minetti: Ranucci si scusa con Nordio ma difende l'inchiesta. Bartolozzi: "Macchina del fango"
Il conduttore di Report chiarisce le frasi sulla missione in Uruguay: "Mi copro il capo di cenere per l'eccesso, ma stavo solo verificando una pista". L'ex capo di gabinetto smentisce ogni legame con i Cipriani.
Si infiamma lo scontro tra il Ministero della Giustizia e la redazione di Report in merito alle indiscrezioni sulla grazia concessa a Nicole Minetti e i presunti spostamenti del Guardasigilli Carlo Nordio.
Durante la puntata di domenica 3 maggio, Sigfrido Ranucci è tornato sulle dichiarazioni rese precedentemente a È sempre Cartabianca, provando a disinnescare l'azione risarcitoria che il ministro sarebbe pronto a promuovere.
“Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere”, ha ammesso il giornalista, precisando però la natura delle sue affermazioni: “Tuttavia non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto: 'Stiamo verificando una notizia', che è una cosa un po' diversa".
Ranucci ha ribadito di aver parlato al condizionale: "Siamo sulle tracce di una testimonianza raccolta in queste ore dove una fonte ci ha detto di aver visto Nordio i primi giorni di marzo in Uruguay e di averlo visto nel ranch di Cipriani. Stiamo verificando una pista e quindi la prendiamo col beneficio dell'inventario".
Il conduttore, parlando a margine di un incontro a Trani, ha inoltre annunciato che non si avvarrà della tutela legale della Rai: "Non voglio esporre l'azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi. Quindi lo faccio in maniera autonoma e vedremo come finirà".
Non si placano invece le polemiche sollevate dall'ex capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, che accusa il programma di aver imbastito una “vergognosa macchina del fango”. Bartolozzi ha smentito categoricamente qualsiasi coinvolgimento nella gestione della grazia: “Non conosco i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro né li ho mai incontrati”.
L'ex magistrato ha poi contestato la ricostruzione cronologica fornita dalla trasmissione, definendo “ingannevole il surrettizio collegamento” tra una colazione di lavoro del maggio 2024 a Venezia e la grazia concessa dal Quirinale nel febbraio 2026.
In merito al suo ruolo tecnico, ha chiarito: “Non ho mai avuto contatti né con gli uffici del Quirinale né con le autorità giudiziarie interessate. Ho unicamente trasmesso al Quirinale, come sempre avviene, il provvedimento del ministro una volta firmato”.
Secondo Bartolozzi, le tesi di Ranucci dimostrerebbero che il giornalista “non ha idea di come funzioni una amministrazione pubblica”. L'ex capo di gabinetto di Via Arenula ha concluso annunciando conseguenze legali: “Sarà chiamato a rispondere nelle dovute sedi”.
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