
- Prima Notizia 24
- Rimini - Domenica 21 Giugno 2026
Caso Pierina Paganelli: Manuela Bianchi ricoverata in ospedale dopo un abuso di farmaci
La nuora della pensionata uccisa a fine 2023 si trova in una struttura sanitaria della riviera romagnola a seguito dell'assunzione eccessiva di sonniferi. I medici escludono il pericolo di vita dopo aver praticato la lavanda gastrica.
Manuela Bianchi, nuora della pensionata Pierina Paganelli (assassinata nel corso dell'autunno del 2023), è stata d'urgenza trasferita e ricoverata presso il presidio ospedaliero di Rimini. All'origine del ricovero vi è l'ingestione di un quantitativo oltre i limiti terapeutici di medicinali finalizzati al riposo notturno.
La donna è stata immediatamente sottoposta a un intervento di lavanda gastrica da parte del personale sanitario e, in base ai riscontri clinici trapelati, la sua situazione non desterebbe fortunatamente preoccupazioni per la vita.
Le prime ricostruzioni attorno all'evento convergono sulla matrice volontaria e autolesionista dell'atto. La donna ha rivestito la qualifica di testimone di primo piano all'interno del complesso fascicolo d'indagine aperto per fare luce sull'omicidio della parente. Una tormentata vicenda giudiziaria che ha vissuto un passaggio cruciale lo scorso 9 giugno, data in cui la magistratura ha pronunciato la sentenza di assoluzione nei confronti di Louis Dassilva, l'uomo con cui la stessa Bianchi aveva intrattenuto un legame di natura sentimentale.
A seguito dell'accaduto, lo studio legale che cura gli interessi della donna ha preso posizione diffondendo una nota ufficiale nel pomeriggio. Gli avvocati Nunzia Barzan e Davide Barzan hanno posto in correlazione diretta il forte malessere e il successivo crollo della loro assistita con il costante e asfissiante faro dei media a cui la quarantenne è rimasta esposta per un lunghissimo periodo.
Nella ricostruzione dei difensori, Bianchi si sarebbe trovata al centro di prolungati “attacchi personali, giudizi sommari e campagne di delegittimazione” alimentati in modo costante sia sulle testate giornalistiche e televisive sia all'interno delle comunità virtuali dei social network. Un quadro di isolamento e pressione che avrebbe subito “un’ulteriore e significativa escalation” proprio in coincidenza con i verdetti dell'aula di giustizia degli ultimi giorni.
Nel testo del comunicato, l'equipe difensiva evidenzia come i referti e i dati clinici certifichino una netta compromissione della tenuta psicologica della donna, causata dai giudizi e dall'insistenza del pubblico. Per tali ragioni, i legali hanno inteso formulare una severa esortazione ai professionisti della comunicazione e alla platea del web affinché si ponga un freno alle ostilità, esigendo il pieno rispetto per “la dignità della persona” ed evitando il ricorso a insulti, offese o a quella che viene espressamente definita una “gogna mediatica”.
I rappresentanti legali hanno infine precisato che manterranno alta la vigilanza, riservandosi di agire per vie legali di fronte a ogni futura condotta ritenuta lesiva del decoro, dell'immagine e della stabilità emotiva della propria assistita.
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