Continuano a far discutere le indiscrezioni pubblicate da La Stampa e Repubblica circa l'interessamento del Cremlino a far cadere il governo guidato da Mario Draghi.
Dopo i contatti tra il consulente per i rapporti internazionali di Matteo Salvini, Antonio Capuano, e Oleg Kostyukov, funzionario dell'ambasciata russa in Italia, ora lo scenario si estende fino al Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Secondo quanto pubblicato da Repubblica, mentre stava maturando la scelta di negare l'appoggio al governo Draghi, ad alcuni membri di spicco del suo partito in riunione a Villa Grande, avrebbe detto: "Ho parlato con l'ambasciatore russo in Italia Razov. Mi ha spiegato le loro ragioni, cosa ha fatto Zelensky, mi ha raccontato che è stata l'Ucraina a provocare ventimila vittime nelle zone contese. E che l'invasione era necessaria perché il rischio era che l'Ucraina attaccasse la Russia". L'ambasciata russa a Roma, prosegue il quotidiano, "è anche il canale con cui Salvini tiene i contatti con Mosca. Il teatro di incontri con Razov subito dopo l'avvio della guerra".
Sull'argomento Berlusconi ha replicato: "Non ho mai incontrato l'ambasciatore russo né mai avuto conversazioni telefoniche con lui".
Intanto, La Stampa ha divulgato un nuovo retroscena su Capuano e la missione a Mosca di Salvini, poi cancellata: l'ex forzista, secondo quanto risulta al quotidiano torinese, avrebbe tentato di fare da tramite con la Cina, confrontandosi con Zhang Yanyu, responsabile della sezione politica dell'ambasciata di Pechino in Italia, "per riferirgli di una missione programmata dal leader della Lega a Mosca dal 3 al 7 maggio, finalizzata a incontrare istituzioni, ministro degli esteri e presidente russi". Quindi, Capuano avrebbe chiesto "al diplomatico cinese la possibilità di organizzare, prima di rientrare dalla Russia, un incontro a Pechino con il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi", e per non incorrere nei provvedimenti restrittivi dovuti al Covid avrebbe fatto proposta di organizzare "l'incontro da remoto, nella sede dell'ambasciata cinese".
L'allarme sulla possibilità che le elezioni politiche siano inficiate da ingerenze straniere era stato lanciato dal Copasir già due settimane fa, quando il governo Draghi non era ancora caduto. In una lettera indirizzata ai Presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, di cui "Il Foglio" ha pubblicato alcuni stralci, il Presidente Adolfo Urso ha scritto: "Vi chiedo di sensibilizzare il Parlamento a occuparsi delle possibili ingerenze esterne sugli eletti in vista dei prossimi mesi".
All'interno della lettera, Urso fa riferimento anche ad una risoluzione del Parlamento Europeo, votata il 9 marzo, "sulle ingerenze straniere nella politica dei paesi Ue e sulla disinformazione frutto del lavoro svolto dalla speciale commissione istituita dal Pe". Nella relazione, ricorda "Il Foglio", "si menzionava anche il rapporto tra alcuni partiti europei e la Russia. In particolare Russia unita, partito di Vladimir Putin. E cioè i famosi "accordi di cooperazione" tra il partito di Mosca e la Lega nord. Senza dimenticare l'austriaco Freiheitliche Partei Österreichs, il francese Rassemblement National, il tedesco Afd, gli ungheresi Fidesz e Jobbik e il Brexit Party nel Regno Unito".
"Per aver intrattenuto rapporti con l'Ambasciata russa in Italia nelle scorse settimane, Berlusconi e Salvini meriterebbero l'esclusione da ogni alleanza politica, da ogni competizione elettorale", ha twittato l'ex deputato del Partito Radicale e di Forza Italia Elio Vito.
"Berlusconi ha parlato con l'ambasciatore russo e ora chiede agli ucraini di accogliere le domande di Putin; sono parole pesanti come pietre e di gravità assoluta. Dopo Salvini, è Berlusconi a ricordarci che la destra ha idee ben precise sulla collocazione italiana nel mondo: amici di Putin ed Orban e dei loro modelli dittatoriali ed illiberali", commenta in un post su Facebook il Sottosegretario agli Affari Esteri e Segretario Nazionale di +Europa, Benedetto Della Vedova. "Salvini e Berlusconi si mostrano indulgenti con Putin e i suoi missili che continuano a colpire i civili; noi invece sosteniamo la resistenza Ucraina che difende la democrazia e le aspirazioni europee di Kiev. O con Putin o con l'Ucraina e la Ue: la destra spieghi la scelta agli elettori e ai partner internazionali", prosegue.
"È partita una campagna elettorale in cui si raccontano tante balle, si rendono conto che il centrodestra è destinato a vincere le elezioni e da qui partono gli attacchi. Non ci preoccupano ma bisogna che i cittadini sappiano la verità", ha detto Antonio Tajani, Coordinatore Nazionale di Forza Italia. "Non c'è mai stata né una telefonata né un incontro di Berlusconi con l'ambasciatore russo, è una notizia completamente inventata. Bastava telefonare e domandare se era vero che c'era stata quella telefonata. Mi stupisce che giornalisti che dovrebbero essere seri, credibili e affidabili raccontino di telefonate senza verificare se ci siano state o meno. Berlusconi ha smentito", ha proseguito.
"Le rassicurazioni di Giorgia Meloni rispetto al posizionamento atlantico e occidentale non bastano. Matteo Salvini, invece di smentire e chiarire, non trova di meglio da fare che attaccare media e giornali rei, a suo parere, di dire sciocchezze. Noi insistiamo, perché ne va degli interessi del nostro Paese: Salvini dica parole chiare sui suoi rapporti con la Russia e la Meloni le pretenda come noi. Salvini non è un passante ma il capo di una forza politica importante della coalizione della destra. L'Italia deve sapere se c'è qualcuno che lavora per inquinare la nostra campagna elettorale. Non ci possono essere ambiguità sulla collocazione internazionale del nostro Paese da parte di chi si candida a governarlo". E' quanto ha detto la capogruppo del Partito Democratico al Senato, Barbara Malpezzi.
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