Ictus: lo studio "Oceanic Stroke" rivoluziona la prevenzione, recidive crollate del 26%

Il trial, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, è stato coordinato dall'Irccs Istituto di Scienze Neurologiche di Bologna.

(Prima Notizia 24)
Martedì 17 Febbraio 2026
Bologna - 17 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Il trial, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, è stato coordinato dall'Irccs Istituto di Scienze Neurologiche di Bologna.

La lotta contro le recidive dell'ictus ischemico segna una svolta storica grazie ai risultati del trial internazionale "Oceanic Stroke", una ricerca monumentale che ha appena ricevuto il sigillo della comunità scientifica mondiale con la pubblicazione sul New England Journal of Medicine.

Il dato centrale dello studio, presentato ufficialmente durante l'International Stroke Congress di New Orleans, evidenzia come l'impiego del farmaco sperimentale Asundexian sia in grado di abbattere il rischio di nuovi eventi ischemici del 26%, offrendo una protezione senza precedenti se utilizzato in combinazione con le terapie antiaggreganti già consolidate.

Il trial ha coinvolto un campione vastissimo di oltre 12.000 pazienti, focalizzandosi specificamente su coloro che erano stati colpiti da un attacco ischemico transitorio o da un ictus ischemico di origine non cardioembolica.

Il coordinamento internazionale dell'opera, sponsorizzata da Bayer, è stato affidato al Population Health Research Institute (PHRI) in sinergia con la prestigiosa McMaster University in Canada.

La vera forza del farmaco risiede nella sua natura di inibitore del fattore XIa, una nuova categoria di antitrombotici che promette di prevenire la formazione di coaguli pericolosi mantenendo un profilo di sicurezza elevato, un fattore determinante per migliorare la qualità della vita dei pazienti post-evento.

L’Italia ha ricoperto un ruolo di leadership assoluta in questa sfida globale, partecipando con 22 centri clinici d'eccellenza distribuiti lungo tutta la penisola. Il cuore operativo del coordinamento nazionale è stato l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, che ha guidato l'arruolamento di circa 400 pazienti italiani.

Di questi, una cinquantina sono stati seguiti direttamente presso l'Ospedale Maggiore di Bologna, sede della Rete Stroke Metropolitana. La rilevanza del contributo italiano è certificata dalla posizione di Andrea Zini, Principal Investigator del trial e coordinatore della rete bolognese, che figura come autore principale sulla rivista NEJM in qualità di membro dello Steering Committee internazionale che ha disegnato e monitorato l'intero studio.

L’impatto di questi dati è destinato a modificare i protocolli clinici futuri, poiché l’Asundexian si propone come una soluzione capace di colmare il vuoto terapeutico nella prevenzione secondaria dell'ictus.

Grazie alla meticolosa raccolta dati condotta nei centri italiani e alla validazione internazionale, lo studio "Oceanic Stroke" non rappresenta solo un successo della farmacologia moderna, ma conferma la capacità della ricerca clinica italiana di guidare l'innovazione medica, portando Bologna e i suoi centri d'eccellenza al centro della mappa neurologica mondiale.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

Asundexian
ictus
Neurologia
PN24
Prima Notizia 24
Ricerca Medica

APPUNTAMENTI IN AGENDA