
- Prima Notizia 24
- Lunedì 27 Aprile 2026
Caso Zewei Xu: l’Italia estrada negli USA l’ingegnere cinese accusato di cyber-spionaggio
Dopo il via libera della Cassazione e del Ministero della Giustizia, il 33enne è stato consegnato alle autorità americane. È accusato di aver partecipato alla campagna hacker "Hafnium" e di aver sottratto dati sui vaccini anti-Covid.
Si è conclusa la vicenda giudiziaria italiana di Zewei Xu, l'ingegnere cinese di 33 anni arrestato all'aeroporto di Malpensa il 3 luglio 2025.
Dopo il rigetto del ricorso da parte della Cassazione e il successivo nulla osta del Ministero della Giustizia, l'uomo è stato ufficialmente estradato e si trova ora negli Stati Uniti per rispondere alle pesanti accuse formulate dal Distretto meridionale del Texas.
Secondo l'FBI, Xu sarebbe un elemento chiave di un team di hacker che, su mandato del governo di Pechino, ha orchestrato una “campagna di intrusione informatica su larga scala” nota come 'Hafnium'.
Le indagini americane sostengono che, a partire dal febbraio 2020, il gruppo abbia preso di mira università, virologi e immunologi — con un focus particolare sull'Università del Texas — per carpire segreti su terapie e vaccini anti-Covid, oltre a informazioni riservate sulle “politiche del governo statunitense”.
Tra le contestazioni figura anche lo sfruttamento di falle nel software Microsoft Exchange Server per colpire studi legali e altre entità private.
L'ingegnere, descritto dai familiari come un onesto manager IT di Shanghai, ha sempre respinto ogni addebito, parlando di una vera e propria “persecuzione politica”.
Durante la sua detenzione nel carcere di Busto Arsizio, Xu ha cercato di opporsi al provvedimento dichiarando: “Sto vivendo il periodo più difficile della mia vita, rischio di subire un processo ingiusto negli Usa e maltrattamenti fisici e psicologici. Non estradatemi”.
La sua difesa ha sostenuto che le utenze e i dispositivi a lui riconducibili fossero rimasti in uso alla sua ex azienda dopo le dimissioni nel 2018: “Può essere che un'altra persona abbia utilizzato negli anni successivi il mio pc e la mia utenza, non so cosa sia successo ma ribadisco la mia estraneità”.
Nonostante le tesi difensive, che definivano le accuse “fumose”, la magistratura italiana ha ritenuto sussistenti le condizioni per l'estradizione. Xu deve ora affrontare negli Stati Uniti capi d'imputazione che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica — che prevede una pena massima di 20 anni — all'accesso non autorizzato a sistemi informatici protetti e al furto di identità.
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