
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Dfp, l'allarme di Bankitalia: "Shock energetico da Hormuz, servono aiuti mirati e contenuti"
In audizione alle Commissioni Bilancio, via Nazionale analizza gli effetti del conflitto in Iran sulle forniture e avverte: gli interventi per famiglie e imprese devono essere temporanei e finanziati con risparmi di spesa.
L'impatto della crisi in Medio Oriente sull'economia italiana è stato al centro dell'audizione dei rappresentanti di Banca d’Italia presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.
Analizzando il Documento di Finanza Pubblica (Dfp), via Nazionale ha evidenziato come “il conflitto” in Iran abbia “fortemente accentuato la fragilità di un contesto globale già segnato da tensioni geopolitiche e commerciali”.
Il blocco delle rotte marittime strategiche ha innescato una reazione a catena: “L’interruzione del traffico nello stretto di Hormuz ha determinato la sospensione delle forniture, un marcato aumento delle quotazioni internazionali di idrocarburi” e dubbi critici sulla futura reperibilità “di materie prime, non solo energetiche”.
Secondo gli esperti della banca centrale, l'entità del danno economico complessivo non è ancora quantificabile con certezza, poiché le conseguenze “dipenderanno dalla durata, dalla entità dei danni su infrastrutture e dai tempi per ripristinare le catene di approvvigionamento”. In questo quadro di incertezza, Bankitalia traccia una linea rigorosa sulla natura degli aiuti statali per mitigare i costi di gas ed elettricità. Per via Nazionale, infatti, “la risposta allo shock energetico andrebbe limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute”.
L'obiettivo è duplice: sostenere i più vulnerabili senza però alterare i meccanismi di mercato, “preservando i segnali di prezzo, essenziali per orientare le scelte di consumo e favorire l’uso più efficiente dell’energia e la transizione verso fonti energetiche meno esposte a rischi geopolitici”.
Infine, per quanto riguarda le coperture finanziarie, l'Istituto suggerisce che, in linea con quanto previsto dal Dfp, “tali interventi potrebbero trovare copertura nella rimodulazione di altre voci di bilancio”, evitando così nuovi scostamenti di deficit.
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