
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Caso Minetti, la Procura Generale di Milano attiva l'Interpol: "Fatti gravissimi, accertamenti d'urgenza"
Sotto la lente della magistratura di Milano le rivelazioni sul percorso per la grazia. Il viceministro Sisto chiarisce il ruolo del Ministero, mentre il neurochirurgo Denaro smentisce: "Mai curato il bambino".
La Procura Generale di Milano ha impresso un'improvvisa accelerazione sul dossier relativo alla grazia concessa a Nicole Minetti, disponendo accertamenti "a tutto campo e con urgenza" attraverso i canali dell'Interpol.
L'indagine, definita su "fatti indicati gravissimi", scaturisce dalle recenti rivelazioni giornalistiche de Il Fatto Quotidiano.
I magistrati milanesi, guidati dalla Procuratrice generale Francesca Nanni e dal sostituto Gaetano Brusa, intendono acquisire documentazione e informazioni sensibili anche dall'estero, con particolare riferimento all'Uruguay. L'obiettivo è fare luce su tutte le figure coinvolte, inclusi l'ex consigliera regionale e il compagno Giuseppe Cipriani, oltre a esaminare gli atti del tribunale uruguayano relativi alla causa per il minore.
La Procura ha inoltre chiarito che l'esito di queste verifiche "potrebbe portare ad una modifica del nostro parere", precedentemente favorevole alla grazia.
In risposta alle polemiche sulla regolarità dei controlli passati, i vertici della Procura Generale hanno rivendicato la propria autonomia: "Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare. Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati".
Sulla vicenda è intervenuto anche il professor Luca Denaro, direttore della Neurochirurgia Pediatrica di Padova, il cui nome era emerso nella ricostruzione del percorso clinico presentato per la grazia. Il medico ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento, dichiarando di "non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino".
Infine, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha puntualizzato le competenze del dicastero in questa delicata procedura: "Al Quirinale abbiamo trasmesso un parere non vincolante, il ministero non ha potere di indagine". Sisto ha poi aggiunto che, "senza giudizi di responsabilità frettolosi", solo la conclusione degli approfondimenti potrà stabilire se i presupposti di legge per la grazia fossero effettivamente sussistenti.
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