E' deceduto oggi, all'età di 91 anni, il regista Jean-Luc Godard, noto per essere stato il padrino della Nouvelle Vague.
Nato il 3 dicembre del 1930 a Parigi, Godard studiò in un collegio svizzero della Capitale francese, per poi iscriversi alla Sorbona, dove si laureò in Etnologia nel 1949. Di ricca famiglia borghese protestante - padre medico e madre discendente da una famiglia di banchieri - nel 1950 pubblicò il suo primo articolo, all'interno della Gazette du Cinèma, intitolato Joseph Mankiewicz.
Nel 1952 cominciò a scrivere sui Cahiers du Cinéma, su cui, firmandosi con lo pseudonimo di Hans Lucas, pubblicò due recensioni su Rudolph Maté e su "L'altro uomo" di Alfred Hitchcock e un saggio, intitolato "Difesa e illustrazione del découpage classico".
Abbandonata la carriera di critico cinematografico, dal 1953 al 1955 effettuò numerosi viaggi in America e lavorò come costruttore della diga svizzera della Grande Dixence. Questa esperienza gli diede lo spunto per il suo primo cortometraggio, intitolato "Opération béton" che, finanziato dalla ditta appaltatrice della costruzione della diga, uscì nel 1955. Rientrato a Parigi, iniziò a scrivere cortometraggi a soggetto. Tra questi, si ricordano Charlotte et son Jules (1958), in cui doppiò Jean-Paul Belmondo, e Une histoire d’eau (1958), a cui lavorò con François Trouffaut, che l'anno dopo gli diede il soggetto per il suo primo film, "Fino all'ultimo respiro", che uscì nel 1959 e divenne il simbolo della Nouvelle Vague.
Dal 1960 al 1967, il regista pose la sua attenzione sui contenuti erotici insiti nell'immagine contemporanea, creando i film Agente Lemmy Caution: missione Alphaville, Il bandito delle 11, Due o tre cose che so di lei e Bande à part, del 1964. Dal 1966 Godard si avvicinò alle teorie marxiste, che lo portarono a ritenere il cinema un mezzo per criticare la civiltà dei consumi e la tendenza a mercificare i rapporti umani. Di questa fase fanno parte i film La cinese e Week End – Una donna e un uomo da sabato a domenica. Dopo aver girato La gaia scienza (1968), nel 1969 fondò insieme ad altri registi il Gruppo Dziga Vertov, con cui sperimentò il cinema collettivo, non accettando il ruolo di autore perchè riteneva che questo fosse collegato a un'ideologia autoritaria e gerarchica. Sempre nel 1969 uscirono Lotte in Italia e Vent d’est, in cui diresse Gian Maria Volontè.
In seguito ad un incidente stradale e a un periodo di allontanamento, nel 1972 uscì Crepa padrone, tutto va bene, realizzato in coppia con Jean-Pierre Gorin. Dopo essere stato protagonista di alcune conferenze a Montrèal, in Canada, nel 1980 uscì con ‘Introduction à une véritable histoire du cinéma’, poi si ritirò per alcuni anni a Grenoble, dove lavorò ai laboratori Sonimage per sperimentare tecniche cinematografiche di basso costo.
Nel 1975 uscì Numéro Deux, in cui usò una nuova tecnologia video, ed emerse l'interesse del regista verso i temi legati alla vita privata, in particolare quella familiare, che vennero ripresi con toni più intimi per Si salvi chi può (la vita). Nel 1982 uscì Passion, che rispecchia la sua nuova concezione estetica dell'immagine. Nel 1983 fu premiato con il Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia per il film "Prénom Carmen". In questo periodo, insieme con le immagini composte, il regista aggiunse la musica classica, ricorrente nei film, in particolare Beethoven e Mozart.
Nel 1988 ideò il progetto Histoire(s) du cinéma, messo in onda da Canal+ fino al 1997. Da questa esperienza presero vita 4 volumi con tutto il materiale iconografico e interpretativo, pubblicati nel 1998. Con "Nouvelle Vague" (1990) e "Hélas pour moi" (1993) riuscì a scrivere le sceneggiature senza usare le sue parole, in modo da dare spazio alle immagini. In "Germania nove zero", basato su Germania anno zero di Roberto Rossellini, il regista giocò con il francese e il tedesco.
Ad aprile dello scorso anno aveva firmato, con altri esponenti della cultura, un appello dell'attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi rivolto ad Emmanuel Macron, in seguito all'arresto e alla scarcerazione di ex terroristi ed ex militanti di estrema sinistra italiani, tutti posti in libertà vigilata, mentre in Italia sono stati condannati per omicidio, sequestro, tentato omicidio. Divulgato da "Libération", l'appello chiede di ‘mantenere l’impegno della Francia nei confronti degli esiliati italiani per cui è stata richiesta l’estradizione’.
Al Festival di Venezia, il 5 settembre di quest'anno, è stato presentato "Godard Seul Le Cinéma", documentario diretto da Cyril Leuthy, dedicato al regista e inserito nella sezione "Venezia Classici".
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