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Con 3.556.559 crocieristi movimentati nel 2025, il porto di Civitavecchia firma un nuovo primato per il sistema portuale italiano e rafforza il ruolo di hub europeo, spinto dalla crescita degli scali e dall’effetto “home port” su turismo, lavoro e servizi.
Con 3.556.559 crocieristi movimentati nel 2025, il porto di Civitavecchia firma un nuovo primato per il sistema portuale italiano e rafforza il ruolo di hub europeo, spinto dalla crescita degli scali e dall’effetto “home port” su turismo, lavoro e servizi.
Nel 2025 Civitavecchia non si limita a crescere: riscrive l’asticella del traffico crocieristico nazionale, superando per la prima volta la quota dei 3,5 milioni di passeggeri e registrando 3.556.559 transiti complessivi.
Un risultato che conferma lo scalo come primo porto crocieristico d’Italia e lo proietta stabilmente ai vertici europei, rafforzandone la centralità nel circuito internazionale delle crociere.
Il record si spiega anche con la doppia vocazione dello scalo: porto di transito ma soprattutto “home port”, dove le crociere iniziano e finiscono, generando un impatto più ampio sulla città e sul territorio.
Accanto ai volumi, cresce la “macchina” operativa: aumentano gli scali (862 nel 2025) e si consolida la filiera che ruota attorno al traffico passeggeri, tra terminal, servizi tecnico-nautici, operatori logistici e organizzazione dei flussi.
Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il dato non è soltanto statistica: è un indicatore di competitività e una leva economica che incide su occupazione, attrattività internazionale e investimenti, con ricadute diffuse su turismo e indotto.
La sfida ora è trasformare la crescita in continuità: più efficienza nei servizi, migliore integrazione con i collegamenti a terra e capacità di accogliere la domanda delle compagnie nei prossimi anni.
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