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  • Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026

Ue, Coldiretti e Filiera Italia: "Dal Parlamento europeo stop alla stretta sulla soia, tutelata la filiera italiana"

Le organizzazioni agricole salutano il voto di Strasburgo come una vittoria per il settore. Respinta la proposta della Commissione che avrebbe equiparato la soia europea a quella proveniente da aree interessate dalla deforestazione.

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di Ettore Midas

Il voto del Parlamento europeo che ha respinto la proposta della Commissione Ue sulla revisione del regolamento Iluc viene accolto con soddisfazione da Coldiretti e Filiera Italia, che parlano di un risultato importante per la tutela della produzione nazionale di soia e dell'intera filiera zootecnica.

Secondo le due organizzazioni, la bocciatura dell'iniziativa dell'esecutivo europeo evita l'introduzione di norme che avrebbero finito per penalizzare anche le coltivazioni sostenibili italiane ed europee, assimilando la loro produzione a quella proveniente da aree del mondo interessate da fenomeni di deforestazione.

La proposta della Commissione prevedeva infatti una revisione del regolamento relativo ai biocarburanti, ai bioliquidi e ai combustibili da biomassa considerati a elevato rischio di cambiamento indiretto della destinazione d'uso dei terreni, con l'obiettivo di ridurne progressivamente il contributo agli obiettivi europei in materia di energie rinnovabili.

Per Coldiretti e Filiera Italia, pur condividendo la necessità di contrastare il consumo di suolo e la deforestazione, il criterio adottato dalla Commissione avrebbe utilizzato un indice di rischio elaborato su scala globale, senza distinguere tra la soia coltivata in Paesi dove esistono reali criticità ambientali e quella prodotta in Europa su terreni agricoli consolidati e senza impatti sul cambio di destinazione d'uso dei suoli.

Le due organizzazioni evidenziano come un simile approccio avrebbe colpito in particolare l'Italia, primo produttore europeo di soia, con possibili ripercussioni sulla competitività dell'industria mangimistica, degli allevamenti e più in generale della filiera agroalimentare nazionale. Secondo Coldiretti e Filiera Italia, il voto dell'Europarlamento rappresenta quindi un passo nella direzione di una politica ambientale capace di coniugare sostenibilità e valorizzazione delle specificità produttive dei singoli Stati membri.

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