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Il Parlamento di Phnom Penh vara una norma storica per smantellare le centrali del crimine informatico. Pene fino a 10 anni di carcere per i gestori delle reti che sottraggono miliardi di dollari a vittime globali.
Il Parlamento di Phnom Penh vara una norma storica per smantellare le centrali del crimine informatico. Pene fino a 10 anni di carcere per i gestori delle reti che sottraggono miliardi di dollari a vittime globali.
Il parlamento della Cambogia ha approvato oggi, 3 aprile, la prima legge specificamente dedicata alla lotta ai centri truffa online, un provvedimento atteso da tempo per contrastare un'industria illecita capace di sottrarre miliardi di dollari a vittime in tutto il mondo.
La norma, riportata inizialmente da "Channel News Asia", segna un cambio di passo decisivo per il Paese, spesso indicato dalla comunità internazionale come uno dei principali hub globali per le frodi informatiche e il traffico di esseri umani legato allo sfruttamento lavorativo digitale.
Per entrare ufficialmente in vigore, il testo attende ora soltanto la firma del re, atto considerato formale.
Il nuovo quadro legislativo introduce sanzioni severe: le pene base per chi è condannato per truffe online variano da due a cinque anni di reclusione, con multe fino a 125 mila dollari. Tuttavia, la legge prevede un inasprimento significativo per i reati commessi da organizzazioni criminali o che colpiscono un numero elevato di vittime: in questi casi, le condanne possono salire fino a 10 anni di carcere e 250 mila dollari di multa.
Il dispositivo colpisce l'intera filiera del crimine informatico, includendo sanzioni specifiche per il riciclaggio di denaro, la raccolta illecita di dati personali e il reclutamento di persone da destinare ai centri operativi.
Il ministro della Giustizia, Keut Rith, ha sottolineato come l'obiettivo principale sia rafforzare le operazioni di contrasto e, soprattutto, impedire che i centri truffa possano riaprire dopo i raid della polizia.
La legge arriva in un momento di forte pressione diplomatica: recentemente il Regno Unito ha sanzionato i gestori di vasti complessi di frodi con base in Cambogia, mentre Phnom Penh ha accelerato le estradizioni verso la Cina.
Tra i casi più rilevanti figurano quelli di Li Xiong e dell'imprenditore Chen Zhi, entrambi accusati di gestire operazioni di riciclaggio e truffe su vasta scala, segnali di una volontà politica di ripulire l'immagine internazionale del Paese entro la fine dell'anno.
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