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  • Martedì 28 Aprile 2026

Decreto lavoro, incentivi per gli under 35 e proroga dell'isopensione: le novità della bozza

Il testo atteso in Consiglio dei ministri punta sulla stabilizzazione dei giovani con esoneri contributivi totali e allunga lo "scivolo" pensionistico fino al 2029. Assenti le norme su sicurezza e Fondo nuove competenze.

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È attesa per il pomeriggio di oggi l'approvazione in Consiglio dei ministri del nuovo decreto lavoro, un provvedimento che attualmente conta 21 articoli e introduce norme sul cosiddetto "salario giusto".

Al centro della bozza emerge un forte incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, specificamente rivolto agli under 35 che non hanno mai avuto un'occupazione a tempo indeterminato, a condizione che l'assunzione generi un incremento occupazionale netto.

Dallo schema provvisorio restano però escluse, al momento, le attese misure sulla salute e sicurezza sul lavoro, come la certificazione della formazione, e il rifinanziamento del Fondo nuove competenze.

Per quanto riguarda il sostegno all'occupazione, la bozza specifica che "al fine di rafforzare l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che trasformano i rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata complessiva non superiore a dodici mesi, in rapporti di lavoro a tempo indeterminato è riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, nella misura del 100%, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail, nel limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile".

L'agevolazione è prevista per le trasformazioni effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, relative a contratti a termine avviati entro il 30 aprile dello stesso anno.

Un altro pilastro del decreto riguarda la flessibilità in uscita per i lavoratori anziani. Il governo punta infatti a prorogare per altri tre anni, ovvero fino al 2029, la possibilità di accedere all'isopensione. Questo strumento consente l'uscita anticipata fino a sette anni (rispetto ai quattro ordinari) per le aziende con almeno 15 dipendenti che presentano eccedenze di personale.

Nella bozza si fa esplicito riferimento alle norme della manovra di dicembre 2017, modificando l'intervallo temporale di applicazione del periodo 2018-2029, estendendo così di fatto la validità dello "scivolo" pensionistico che era precedentemente fissata fino al 2026.

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