Decreto Primo Maggio, Fumarola (Cisl): "Nessun testo e nessuna convocazione, si riparta dai contratti nazionali"

Dal Forum di Confcommercio a Villa Miani, la segretaria della CISL denuncia l'assenza di interlocuzione con Palazzo Chigi sul nuovo provvedimento: "Valuteremo i contenuti solo quando conosceremo il testo, ma il punto fermo resta la centralità della contrattazione maggiormente rappresentativa".

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 15 Aprile 2026
Roma - 15 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Dal Forum di Confcommercio a Villa Miani, la segretaria della CISL denuncia l'assenza di interlocuzione con Palazzo Chigi sul nuovo provvedimento: "Valuteremo i contenuti solo quando conosceremo il testo, ma il punto fermo resta la centralità della contrattazione maggiormente rappresentativa".

Anche la CISL esprime cautela e attesa per le mosse del Governo in vista del pacchetto di norme sul lavoro annunciato per il primo maggio.

Intervenendo a margine del Forum di Confcommercio, la segretaria Daniela Fumarola ha chiarito che, ad oggi, il sindacato si muove in un terreno privo di certezze documentali: “Non abbiamo nessun testo dal quale desumere le scelte“.

Rispondendo ai giornalisti sul provvedimento contro il lavoro povero, Fumarola ha ribadito la linea già tracciata durante la sessione di bilancio: “Ribadiamo un aspetto che abbiamo già ribadito in manovra di bilancio quando abbiamo trattato l’argomento dei contratti nazionali specificando che per noi i contratti buoni sono quelli sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale“.

Il cuore della posizione della CISL risiede nella difesa della qualità dei contratti siglati dalle sigle storiche contro la minaccia dei contratti al ribasso: “Questo significa che bisogna considerare la contrattazione che noi sottoscriviamo insieme alle nostre controparti. Un insieme di norme, di aspetti che non riguardano soltanto il salario, ma riguardano la vita complessiva di un lavoratore e di una lavoratrice nel luogo di lavoro. Quindi welfare, ferie, tutta una serie di elementi.

Noi ribadiremo al governo questo perché è il principio dal quale non ci schiodiamo. Per la Cisl viene prima di tutto sancire questo aspetto. Poi ragioniamo sui contenuti che ancora oggi non conosciamo”.

La segretaria ha poi evidenziato un deficit di metodo nel rapporto con l'esecutivo, confermando che la concertazione non è ancora partita: “Al momento non abbiamo nessuna convocazione. Noi leggiamo dalla stampa alcune anticipazioni, alcune considerazioni, ma non abbiamo avuto nessun tipo di interlocuzione con il governo. Quindi ci aspettiamo di conoscere il testo e come nella tradizione della Cisl valutare i contenuti”.

Una posizione di attesa vigile, dunque, che mette al centro il welfare e la tutela complessiva della persona oltre la mera cifra salariale.


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