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- Roma - Giovedì 16 Luglio 2026
Lavoro: UNICOOP, nel Decreto 2026 recepite le nostre proposte. "Ora decisiva la fase applicativa"
Il Decreto Lavoro 2026 riforma il legame tra salari e produttività, introducendo il Trattamento Economico Complessivo e ampliando la tutela salariale.
di Andrea Valenti
Il Decreto Lavoro 2026 introduce un nuovo approccio al rapporto tra salari, produttività e organizzazione del lavoro, recependo alcune delle proposte avanzate da UNICOOP nei mesi scorsi. È quanto evidenzia l'associazione, secondo cui la riforma segna un cambio di paradigma nelle relazioni industriali, pur lasciando alla fase applicativa il compito di determinarne la reale efficacia.
Al centro dell'analisi vi è il riconoscimento del Trattamento Economico Complessivo (TEC) quale parametro di riferimento per la valorizzazione del lavoro. In questa prospettiva, spiegano da UNICOOP, il salario minimo resta una soglia inderogabile di tutela, mentre welfare contrattuale, previdenza complementare, formazione e premi collettivi assumono un ruolo complementare nella definizione del valore economico complessivo riconosciuto al lavoratore.
Secondo l'associazione, il provvedimento non modifica il principio della tutela salariale, ma amplia gli strumenti attraverso cui essa può essere rafforzata. La qualità del rapporto di lavoro viene infatti valutata non soltanto sulla retribuzione diretta, ma anche sull'insieme delle misure che contribuiscono al benessere e alla crescita professionale dei dipendenti, senza che tali strumenti possano sostituire i minimi retributivi previsti.
Per UNICOOP la novità più significativa riguarda il collegamento tra retribuzioni e produttività. Formazione, innovazione organizzativa, digitalizzazione, efficientamento dei processi e incremento del valore aggiunto vengono indicati come elementi strategici per sostenere nel tempo la crescita dei trattamenti economici, soprattutto nei comparti maggiormente esposti alla concorrenza.
L'associazione ritiene che il lavoro entri così a pieno titolo nelle politiche industriali, superando una visione esclusivamente regolatoria dei rapporti tra imprese e lavoratori. Un cambiamento che, se accompagnato da una contrattazione efficace, potrebbe incidere anche sugli equilibri competitivi negli appalti e rafforzare il ruolo dei contratti collettivi capaci di integrare salario, welfare, formazione e partecipazione ai risultati.
"La vera sfida – conclude UNICOOP – sarà ora quella dell'attuazione. Se il nuovo impianto verrà applicato con coerenza, potrà favorire un modello di sviluppo nel quale la crescita delle imprese e quella dei lavoratori procedano insieme, rafforzando competitività, qualità del lavoro e sistema delle relazioni industriali".
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