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  • Roma - Giovedì 16 Luglio 2026

Descalzi (Eni): "Il nuovo blocco di Hormuz ridisegna lo scenario energetico globale"

Preoccupazione in Europa per lo stop ai flussi di gas russo da gennaio, ma l'Italia è al sicuro grazie a stoccaggi solidi.

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Il blocco dello stretto di Hormuz e la progressiva interruzione delle storiche rotte di approvvigionamento stanno ridisegnando gli equilibri energetici globali. Audito davanti alla commissione Attività produttive della Camera, l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, ha analizzato l'andamento dei mercati e le criticità strutturali che attendono l'Europa e il mondo intero.

Descalzi ha spiegato che i listini petroliferi non hanno ancora registrato picchi drammatici solo grazie all'immissione sul mercato di circa 400 milioni di barili provenienti dalle riserve strategiche dei paesi Ocse, mossa che ha consentito di mantenere le quotazioni stabili in una fascia compresa tra i 90 e i 100 dollari.

L'amministratore delegato ha poi ricostruito l'andamento recente dei prezzi ed espresso forte preoccupazione per gli sviluppi logistici nel Golfo Persico: "Con la firma dell'accordo c'è stata una caduta a 68 dollari, adesso siamo ritornati sugli 85, ovviamente perché non c'è stato poi un seguito positivo a quella firma, adesso dall'11 non è passata più neanche una nave per lo stretto, quindi c'è un nuovo blocco. Questo cambia l'ordine delle cose, lo cambia per l'Europa, e lo cambia in questo caso più a livello mondiale".

Secondo l'analisi del numero uno di Eni, il vecchio assetto energetico internazionale basato sulle forniture russe e mediorientali si è ormai disgregato in maniera irreversibile. Descalzi ha avvertito che i livelli produttivi di quell'area difficilmente torneranno agli standard del passato per lungo tempo. Inoltre, anche quando la crisi geopolitica nel Golfo Persico sarà superata, l'intera regione sconterà un profilo di rischio radicalmente diverso, caratterizzato da un costo del denaro più elevato, rincari sulle polizze assicurative e ripercussioni negative sulla pianificazione degli investimenti.

Uno dei nodi più complessi riguarda le conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina. Descalzi prevede che le code della guerra porteranno, a partire dal prossimo primo gennaio, a una completa interruzione del transito del gas russo diretto verso il Vecchio Continente. Questa imminente chiusura desta forte preoccupazione a livello europeo ma non spaventa l'Italia. Il nostro Paese vanta infatti una situazione degli stoccaggi decisamente più solida rispetto ai partner continentali, potendo contare attualmente su riserve al 71-72% con l'obiettivo di toccare il 90% a gennaio.

Al contrario, altre nazioni europee si trovano in condizioni molto più critiche, con stoccaggi fermi tra il 40% e il 46% che difficilmente supereranno la soglia del 70% entro l'inizio del prossimo anno.

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