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- Roma - Lunedì 18 Maggio 2026
G7 Finanze, Bessent rilancia: "Tutti aderiscano alle sanzioni contro l'Iran per colpirne la finanza illecita"
Il capo del Tesoro statunitense lancia un appello agli alleati occidentali per bloccare i flussi economici che alimentano lo sforzo bellico di Teheran. Sullo sfondo, il caro energia globale causato dal conflitto e il nodo strategico dei dazi e dei minerali critici controllati dalla Cina.
La gestione della crisi mediorientale e il contenimento economico di Teheran dominano l'apertura del vertice interministeriale in Francia.
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha rivolto oggi un appello formale ai ministri delle Finanze del G7 riuniti a Parigi, esortandoli a convergere in modo compatto sul regime di sanzioni internazionali promosso da Washington.
L'obiettivo primario della Casa Bianca, come riportato dal quotidiano New York Times, è quello di recidere in modo netto i canali di finanziamento sotterranei che sostengono l'apparato militare della Repubblica Islamica.
“Chiediamo a tutti i nostri alleati del G7 e al resto del mondo di rispettare il regime sanzionatorio, per poter colpire la finanza illecita che alimenta la macchina da guerra iraniana e restituire questo denaro al popolo iraniano”, ha scandito con fermezza Bessent durante i lavori del summit.
Il tavolo di confronto tra i responsabili economici delle principali democrazie occidentali – allargato per l'occasione anche alle delegazioni di India, Corea del Sud, Brasile e Kenya – si tiene in una fase di profonda vulnerabilità per i mercati internazionali.
Il conflitto in corso in Iran ha provocato una nuova e violenta fiammata dei prezzi delle materie prime energetiche su scala globale, imponendo una brusca frenata alla crescita dei prodotti interni lordi.
Il viaggio di Bessent in Europa si inserisce in una complessa manovra diplomatica e arriva a ridosso dell'atteso bilaterale a Pechino tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.
Lo scenario costringe Washington a un parziale riallineamento strategico: dopo oltre un anno caratterizzato da pesanti dazi commerciali imposti persino ai propri alleati storici, l'amministrazione statunitense si trova ora nella necessità di fare sponda proprio con i partner del G7 per assorbire gli shock macroeconomici derivanti dalla guerra iraniana e, contemporaneamente, per fare fronte comune sul monopolio esercitato dalla Cina nel settore dei minerali critici globali.
Lo stesso capo del Tesoro, prima di accompagnare Trump in Cina, aveva effettuato una missione preparatoria in Giappone e Corea del Sud, manifestando forte apprensione per il deprezzamento dello yen e stringendo intese sulle catene di approvvigionamento dei materiali rari e sui flussi di investimento verso gli Stati Uniti.
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