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"Quando si parla dell'industria della difesa in un momento di guerra come quello in cui ci troviamo, con l'invasione russa dell'Ucraina ma anche con quello che sta accadendo in Medio Oriente, a tutti viene subito in mente che l'industria militare con il conflitto bellico farà molti soldi.
Sfatiamo un mito: dall'invasione russa dell'Ucraina, l'industria italiana e la difesa non stanno ottenendo grandi guadagni perché tutto l'aiuto che l'Italia sta dando all'Ucraina viene dai depositi dell'esercito.
Tuttavia questa congiuntura storica, certo non piacevole, offre l'opportunità di sviluppare un'importante riflessione. Dopo tanti anni di disattenzione, per la prima volta l'opinione pubblica si è trovata a confrontarsi con una guerra alle porte di casa.
Ci si è accorti che in una guerra c'è un buono e un cattivo e che il cattivo è armato e che per potersi difendere una democrazia ha bisogno di un'industria degli armamenti.
Questo credo che sia la cosa più importante che sta avvenendo oggi in Italia: si sta sedimentando una nuova coscienza del fatto che un Paese democratico, che ha a cuore la libertà e la vita dei propri cittadini, ha bisogno di un'industria della difesa.
Non basta avere tanti amici o alleati, ma se ci si vuole difendere bisogna essere in grado di farlo da soli e l'Italia ha bisogno della sua industria della difesa".
Lo ha dichiarato Giuseppe COSSIGA, presidente della Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD), intervenendo ai lavori della terza edizione del "Decamerone delle Idee", in corso a Grazzano Badoglio.
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