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  • Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026

Difesa, Crosetto da Pristina: "Radar nei Balcani per proteggere i Paesi amici e l'Italia dalle nuove minacce"

Il ministro della Difesa alla cerimonia di avvicendamento al comando della missione Kfor: "Presidiare i confini per prevenire attacchi aerei. Invariata l'attenzione sulle influenze di Russia e Iran".

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L'installazione di sistemi radar nei Balcani per garantire una copertura integrata dei cieli e prevenire le minacce aeree dirette verso la regione e il territorio italiano. È questa la linea strategica illustrata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della cerimonia ufficiale a Pristina per il cambio al comando della missione Kfor, che vede il generale Enrico Vergori assumere la guida del contingente NATO.

"Riprendiamo il comando col generale Vergori, lo facciamo con un impegno che proseguirà anche quando Kfor diminuirà il suo impegno in Kosovo, perché per noi i Balcani rappresentano un punto di riferimento per la nostra sicurezza. Mettere in sicurezza i Balcani, utilizzare i Balcani anche in futuro pensando di installare qua radar che ci consentano di difendere sia questi paesi sia il nostro paese per prevenire minacce è una cosa fondamentale", ha dichiarato il titolare della Difesa.

Crosetto si è poi soffermato sull'evoluzione tecnologica degli arsenali e sui rischi connessi al prolungamento della gittata dei sistemi d'arma: "Se si considera che i missili che hanno colpito gli aeroporti in Arabia Saudita erano costruiti dagli Houthi, quindi non da raffinati ingegneri, e hanno raggiunto la velocità di 8.500 chilometri all'ora, si comprende quali sono le minacce che tutti i Paesi hanno di fronte per il futuro e quanto sia importante presidiare anche i Paesi di confine, i Paesi amici, proprio per installare con loro una copertura da queste minacce che le possano prevenire in futuro".

Interpellato sulle possibili ingerenze nell'area balcanica da parte di attori terzi, il ministro ha chiarito che "le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni. È il motivo per cui noi ci siamo sempre impegnati in questa zona dei Balcani, perché la prima cosa per noi è garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa".

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