Eccellenze Italiane, Manuela Conte, Portavoce della Commissione Europea in Italia.

Il lungo viaggio di Pino Nano nel mondo femminile, alla ricerca di donne protagoniste che ogni giorno con il lavoro che svolgono e il ruolo che rivestono sono “orgoglio del Paese”. Oggi è la volta della Portavoce della Commissione Europea in Italia, la giornalista Manuela Conte, incontrata tra una parentesi e l’altra del G20 di qualche giorno da a Roma.

di Pino Nano
Giovedì 11 Novembre 2021
Roma - 11 nov 2021 (Prima Notizia 24)

Il lungo viaggio di Pino Nano nel mondo femminile, alla ricerca di donne protagoniste che ogni giorno con il lavoro che svolgono e il ruolo che rivestono sono “orgoglio del Paese”. Oggi è la volta della Portavoce della Commissione Europea in Italia, la giornalista Manuela Conte, incontrata tra una parentesi e l’altra del G20 di qualche giorno da a Roma.

La donna che vedete nella foto si chiama Manuela Conte. Parla correntemente cinque lingue diverse, italiano, inglese, francese, spagnolo “ma me la cavo anche con l’arabo”. È nata in Calabria, a Cetraro, e da anni vive sulla direttrice Roma-Bruxelles-Strasburgo-Roma. Ha conosciuto mezzo mondo, è mamma di una bimba bellissima, ma è soprattutto una straordinaria comunicatrice di Storia dell’Europa. Studiosa attenta di legislazione europea, donna documentatissima, giornalista a tutto tondo, analista sagace, sempre informata, a tratti anche quasi supponente, speaker moderna, intelligente, sofisticata, pragmatica, elitaria, ma soprattutto cronista appassionata e instancabile.

-Manuela, quando le chiedono di raccontare nelle varie università dove la invitano la “sua” idea di Europa a cosa ricorre per essere più convincente?

“Racconto ai ragazzi che grazie al mercato unico dell’Aviazione voluto dall’Europa si possono prendere biglietti aerei a 20 euro, perché la liberalizzazione, e quindi la concorrenza, hanno consentito l’abbassamento dei prezzi rispetto a quando la tratta Milano Lamezia Terme costava anche 500 mila lire. Con le tariffe più basse tutti possono finalmente permettersi di viaggiare. Ma mi piace molto ricordare anche Gianni Agnelli che non faceva altro che ricordare che “Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere prima di tutto europei in Italia”.

-Concetti che in questi giorni hanno risuonato più volte al G20 di Roma?

“Il mio Presidente, Ursula Von der Leyen per raccontare l’Europa moderna non fa che ripetere in continuazione che “La culla della nostra civiltà europea è la filosofia greca e il diritto romano”. Per poi aggiungere un concetto che ha ormai fatto il giro del mondo: “Chiunque voglia indebolire o dividere l'Europa o privarla dei suoi valori troverà in me un fermo avversario”. Più chiari di così si muore, non crede?”

Manuela Conte  – ci raccontano colleghi giornalisti che l’hanno conosciuta tra Bruxelles e Strasburgo- è quello che un tempo era considerato per antonomasia l’archivista della Biblioteca Nazionale di Roma, o dello stesso Archivio Centrale di Stato, una donna manager in tuti i sensi, padrona assoluta delle informazioni che ogni giorno circolano nel Palazzo  Berlaymont che oggi ospita la Commissione Europea, dove non c’è foglia che si muova  senza che lei non lo sappia, o dossier che non le sia capitato tra le mani, report che lei non abbia letto o commentato in pubblico per conto dell’Unione. Una macchina da guerra, almeno sul lavoro.

Non c’è Presidente del Parlamento Europeo di cui lei non conosca anche la storia più inedita, e soprattutto per questa elegante signora calabrese “Palazzo Europa” non ha mai conosciuto segreti.

In tutti questi anni Manuela Conte ha incontrato l’Europa da vicino, nel senso più vero e più fisico del termine, ha seguito, lavorato e soprattutto ha scritto per personaggi quasi mitici, donne e uomini come Nicole Fontaine, Pat Cox, Josep Borrell, Hans-Gert Pöttering, Jerzy Buzek, e gli ultimissimi Martinus Schulz, Antonio Tajani, David Sassoli, tutti Presidenti del Parlamento Europeo, e alla Commissione statisti come Romano Prodi, José Manuel Barroso, Jean-Claude Juncker, e ultima in ordine di tempo Ursula von der Leyen con cui Manuele Conte ha vissuto i giorni del G20 a Roma tra il Palacongressi dell’Eur e la Nuvola di Fuxas.

-Lei ha vissuto un’esperienza importante anche al Ministero della Difesa, come Consigliere del Ministro della Difesa Mauro, e Membro di Gabinetto?

“Il Ministro della Difesa era Mario Mauro, persona di grande spessore culturale. Di quella esperienza ricordo l’aver accompagnato il Ministro al Pentagono, ai vari vertici NATO, ma soprattutto ricordo con affetto tutti i militari che ho incontrato quando ero consigliere del Ministro, sia quelli che lavorano in Italia che quelli sparsi nel mondo nelle varie missioni internazionali di pace. Un’esperienza che mi è rimasta nel cuore. In quella stagione della mia vita mi ero presa un’aspettativa non pagata dall’Europa per lavorare con il Ministro. Ho esplorato un mondo che non conoscevo, quello delle Forze Armate. Ho studiato tantissimo per comprendere le loro dinamiche, e oggi devo riconoscere che i militari mi hanno dato tanto, e mi hanno insegnato anche tanto. Ho conosciuto persone eccezionali, con cui conservo un rapporto di amicizia anche ora. Ecco una cosa che mi piacerebbe fare in futuro, poter tornare al Ministero della Difesa! In quella fase ricordo di aver partecipato a molti vertici Nato, a molte riunioni al Pentagono, e a tutte le bilaterali del Ministro con i Ministri di tutto il mondo. Una fase della mia vita davvero esaltante”.

C’è da chiedersi come faccia alla fine una donna protagonista come lei a trovare il tempo anche per fare anche la mamma, ma è la prima lei a ricordarci come la sua Presidente Ursula Von der Leyen sia, oltre che Presidente della Commissione Europea, anche una attentissima nonna. Chapeau!

Ma partiamo dall’inizio di questa storia professionale così ricca di frequentazioni internazionali e di eventi istituzionali di altissimo profilo.

Liceo scientifico a Cetraro marina, Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, Scienze Politiche indirizzo politico internazionale, Tesi di Laurea su “Il Progetto francese di Società delle Nazioni”, Master all’ Istituto Studi di Politica Internazionale, l’ISPI di Milano, Master al Collegio d’Europa e Scuola di specializzazione in Diritto comunitario. “Subito dopo la Laurea ho iniziato a collaborare come assistente universitario, allora si chiamava cultore della materia, assistente del Professor Ottavio Barié che era Titolare della Cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali e di Storia Contemporanea all’Università Cattolica di Milano”. Poi il Parlamento europeo, Bruxelles e Strasburgo, tra gli incarichi ricoperti quello di Responsabile dell’Ufficio del Vice Presidente del Parlamento europeo, e Capo Ufficio Stampa del Parlamento europeo in Italia.

Dal febbraio 2018 Manuela torna a Roma, nello storico palazzo del Consiglio d’Europa in Via 4 Novembre, come Capo dell’Ufficio Stampa e Portavoce della Commissione europea in Italia. “Oggi sono un funzionario della Commissione europea con il grado di Capo Settore, ma la mia passione vera continua ad essere il giornalismo. Lo sarà per il resto della mia vita”.

-Come è nata la scelta della sua prima facoltà universitaria?

Volevo fare l’Ambasciatore e quindi mi sono iscritta a scienze politiche poi studiando diritto comunitario mi sono detta però sarebbe bello anche lavorare per l’Unione europea ed ecco fatto! Sono partita per Bruxelles dopo il Master “in cerca di fortuna” ed effettivamente Bruxelles è stata la mia fortuna, perché ho iniziato a lavorare li nel 1997.

-Ognuno di noi ha avuto nella vita un maestro: il suo chi è stato?

Ho cercato di trarre insegnamenti da tutte le persone positive che ho incontrato sulla mia strada sia a livello personale, che professionale.  E poi sicuramente il Parlamento europeo è stato per me una scuola di vita.

-Le è mai capitato in giro per il mondo di "vergognarsi" di essere figlia della Calabria?

Io sono fiera di essere calabrese, sono andata via da Cetraro che avevo 18 anni e conservo un accento calabrese fortissimo. È la mia identità, non sono tra quelli che dopo un anno a Milano parlano con l’accento milanese. Sono una cittadina europea calabrese cetrarese. 

-Che consiglio darebbe ad un giovane che oggi volesse intraprendere la sua strada?

Di studiare le lingue, di viaggiare il più possibile, e di fare qualche esperienza lavorativa all’estero, perché il contatto con il mondo allarga le vedute e apre la mente. A questo aggiungo la volontà e la determinazione.

-Qual è stata l'arma del suo successo?

Un combinato di testardaggine, determinazione e capacità di parlare anche con i muri.

-Dopo il G20 che in questi giorni lei ha appena vissuto dal di dentro, cosa direbbe di più di quanto non si sia letto sui giornali?

Che l’Europa è stata compatta nell’insistere su una priorità come il clima, e che grazie alle continue negoziazioni si va nella giusta direzione, il rischio è che le catastrofi naturali diventeranno la nostra quotidianità…e penso alla Sicilia e a Catania e quello che è successo negli ultimi giorni.

-Roma, ultima tappa di un lungo viaggio o nei suoi progetti c'è ancora Bruxelles?

Noi funzionari della Commissione europea siamo un pò come i diplomatici. In realtà non possiamo stare più di 5-6 anni nello stesso posto e con la stessa funzione, quindi Roma è la tappa attuale. Non so quale sarà la prossima tappa. Potrebbe essere di nuovo Bruxelles, un altro Paese europeo, o una delegazione in giro per il mondo, non lo so ancora vedremo.

 

-In bocca al lupo allora!

Crepi

 

 


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