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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 20:30

"Difendono la terra pagando di tasca propria": AssoTutela accende i riflettori sui volontari ambientali

Michel Emi Maritato chiede un fondo nazionale, maggiori tutele economiche e rimborsi più semplici per guardie ambientali e ispettori rurali: "La sicurezza non può essere finanziata con il portafoglio dei singoli operatori".

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La benzina per raggiungere un’area agricola, le spese anticipate, l’attesa di un rimborso. La difesa dell’ambiente passa anche da questi problemi quotidiani, poco visibili rispetto alle emergenze che richiedono attenzione: roghi tossici, abbandono di rifiuti industriali, bracconaggio e degrado delle campagne.

A portare il tema nel dibattito è Michel Emi Maritato, presidente di AssoTutela, che denuncia le difficoltà economiche e organizzative affrontate dalle guardie ambientali volontarie e dagli ispettori rurali.

Il punto sollevato dall’associazione riguarda la distanza tra l’impegno richiesto agli operatori e il sostegno concretamente disponibile. Secondo Maritato, chi dedica tempo e competenze alla vigilanza del territorio si trova troppo spesso a sostenere personalmente costi necessari allo svolgimento del servizio.

"Le guardie ambientali e gli ispettori rurali non fanno passeggiate ricreative", afferma il presidente di AssoTutela. Il loro contributo, sottolinea, si confronta con situazioni delicate, dal monitoraggio degli incendi alle segnalazioni di illeciti ambientali, nel rapporto con le autorità competenti.

Nella denuncia dell’associazione, le difficoltà dei rimborsi diventano un ostacolo alla continuità delle attività. Maritato richiama il peso degli adempimenti, la fragilità delle risorse locali e tempi di liquidazione che, secondo quanto riferito da AssoTutela, possono superare i sei mesi. Un’attesa che finisce per gravare su chi ha già anticipato le spese.

"Costringendoli di fatto a pagare di tasca propria la benzina per pattugliare le campagne e servire lo Stato, è un insulto alla loro funzione pubblica", sostiene Maritato, chiedendo che al riconoscimento dell’impegno seguano strumenti adeguati. La proposta è aprire subito un tavolo istituzionale su tre obiettivi: istituire un Fondo nazionale unico per la sicurezza sussidiaria ambientale e rurale, così da ridurre la dipendenza dalle disponibilità dei piccoli Comuni; rafforzare il sostegno economico agli operatori, assumendo come riferimento gli standard del servizio civile; semplificare le procedure di rimborso.

Al centro della richiesta c’è una questione concreta: evitare che la possibilità di contribuire alla tutela del territorio dipenda dalle risorse personali di chi presta servizio. Per AssoTutela, proteggere queste attività significa anche mettere gli operatori nelle condizioni di proseguirle. "La transizione ecologica e la sicurezza sussidiaria non possono essere finanziate con il portafoglio dei singoli operatori. È tempo che lo Stato riconosca il giusto valore a chi difende la nostra terra", conclude Maritato.

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