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  • Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 14:40

Emergenza cremazioni in Giappone, picco di decessi e impianti insufficienti entro il 2040: a rischio nove metropoli

L'invecchiamento della generazione del baby boom e l'accelerazione della curva demografica mettono in crisi i bilanci dei comuni. Attese fino a dieci giorni a Chiba e tariffe in aumento a Tokyo.

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Il rapido invecchiamento demografico che attraversa il Giappone sta per generare una crisi senza precedenti nella gestione dei servizi funerari del Paese.

Secondo un'indagine condotta dal quotidiano Yomiuri Shimbun, almeno nove delle venti principali metropoli designate dal governo rischiano di non disporre di un numero sufficiente di impianti crematori entro il 2040, anno in cui la generazione del baby boom del dopoguerra raggiungerà il picco massimo storico di mortalità.

La saturazione delle strutture rappresenta già un problema presente in diverse realtà urbane. Yokohama e Hiroshima hanno confermato di aver già oltrepassato la propria capacità ricettiva annuale, mentre città come Saitama, Chiba, Sakai, Sagamihara e Kawasaki stimano la saturazione dei propri impianti tra il 2030 e il 2036.

Nel comune di Chiba, a est della capitale, durante la stagione invernale i tempi di attesa per le famiglie dei defunti oscillano già tra i sette e i dieci giorni. La situazione si preannuncia complessa anche nei 23 distretti di Tokyo, dove il settore è gestito prevalentemente da poche società private che hanno progressivamente incrementato le tariffe, spingendo le autorità metropolitane a valutare interventi straordinari.

Il contesto è aggravato dai vincoli normativi ed economici. La legge nazionale impone che la gestione dei crematori operi senza scopo di lucro, ponendo l'onere finanziario quasi interamente a carico degli enti locali, che a fine anno fiscale 2025 amministravano 1.316 dei 1.350 impianti presenti sull'intero territorio nazionale.

A fronte dell'aumento dei costi di ammodernamento e di ampliamento, la conferenza dei sindaci delle città designate ha avanzato per la prima volta una richiesta formale di sostegno finanziario al governo centrale.

A complicare i piani dei comuni contribuisce infine l'accelerazione dei dati demografici: se le stime ufficiali prevedevano un picco di 1,65 milioni di decessi nel 2040, le rilevazioni del 2025 indicano già uno scostamento al rialzo di oltre 70mila decessi rispetto alle proiezioni, riducendo ulteriormente i margini di manovra delle amministrazioni locali.

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