
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 15:35
Francia, l'attacco di Marine Le Pen: "Il potere di Macron è al capolinea, il Paese è tenuto in ostaggio dalla violenza"
La leader del Rassemblement National condanna i disordini e accusa il governo di impotenza: "Siamo di fronte a una profonda crisi di autorità che minaccia la democrazia".
Dopo le violente manifestazioni e i saccheggi che hanno sconvolto Parigi e diverse altre città francesi durante il fine settimana, arriva il duro affondo politico di Marine Le Pen.
La leader del Rassemblement National ha criticato duramente la gestione dell'ordine pubblico da parte dell'esecutivo guidato da Emmanuel Macron, evocando lo scenario di un sistema istituzionale ormai allo stremo.
“Ciò che è in gioco oggi va ben oltre la semplice questione dell’ordine pubblico”, ha dichiarato Le Pen commentando gli scontri di piazza. “Stiamo vivendo una profonda crisi di fiducia e di autorità, che rappresenta una minaccia per la democrazia. Questa constatazione deve suonare come un campanello d’allarme: il nostro Paese è stretto in una morsa – o meglio, tenuto in ostaggio – tra la violenza e l’impotenza”.
La figura di riferimento della destra transalpina ha espresso la propria solidarietà a forze dell'ordine, vigili del fuoco e prefetti, rivolgendo un appello ai cittadini "alla calma, alla dignità e al senso di responsabilità repubblicana" di fronte alle scene di devastazione urbana.
Le Pen ha poi indirizzato le proprie accuse sia verso le frange estremiste e i casseurs, sia nei confronti dei vertici dell'Eliseo: “Da un lato condanno la strumentalizzazione di queste rabbie da parte di forze politiche che incoraggiano la violenza e da parte di teppisti che seminano il caos. Dall’altro, abbiamo un potere macronista ormai al capolinea, esausto, disorientato, che sembra ormai incapace di fare altro se non commentare la propria impotenza”.
Nel richiamare l'esecutivo alla responsabilità, la leader di RN ha concluso sottolineando che “governare non significa fare discorsi retorici, bensì ascoltare e comprendere per poi agire. In una Repubblica il popolo è sovrano; occorre dunque saperlo ascoltare e accettarne la volontà”.
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